La pazienza ha un limite e quella delle e dei docenti italiani si è esaurita. Dopo un contratto capestro che ha causato una perdita del 10% circa della retribuzione reale, l’erogazione di arretrati ridicoli e un piano di assicurazione sanitaria dalle coperture ancora incerte, il ministero continua a umiliare le e gli insegnanti privandoli della carta del docente per questo anno scolastico. A seguito del pronunciamento della Corte di Giustizia europea, che ha riconosciuto alle precarie e ai precari il sacrosanto diritto a ottenere la carta, il governo aveva rimandato a fine gennaio la definizione di criteri e cifre per l’assegnazione del benefit. Il termine però è scaduto e dal ministero tutto tace. Il mancato accredito pregiudica in maniera grave l’attività didattica, ostacolando la formazione e l’aggiornamento continuo del personale. Forse il ministro Valditara trova più gratificanti le battaglie ideologiche, le roboanti dichiarazioni propagandistiche, le passerelle mediatiche, ma tutto questo è anni luce distante dalle esigenze di chi la scuola la manda avanti ogni giorno. Al danno del ritardo potrebbe aggiungersi anche la beffa del ridimensionamento della cifra: le 500 Euro (già pesantemente erose dall’inflazione) rischiano di essere ridotte per l’ampliamento della platea e il mancato adeguamento degli stanziamenti. Si smetta di perdere tempo, si accantonino risorse adeguate e si provveda quanto prima ad erogare la carta del docente a tutte e tutti gli aventi diritto.
Salvatore Romeo, responsabile nazionale scuola e università del Partito della Rifondazione Comunista




