Viva e potente sia l’eroica rivolta del popolo iraniano contro il regime dittatoriale di Ali Khamenei
Popolo combattivo e consapevole, lavoratori e operai, donne eroiche, giovani e coraggiosi studenti dell’Iran!
La protesta popolare, iniziata con il dissenso e lo sciopero del mercato di Teheran, negli ultimi tredici giorni si è rapidamente diffusa in decine di città e villaggi del paese, sfidando duramente la dittatura al potere.
Questa sollevazione popolare, contrariamente alle affermazioni del dittatore in carica (Alì Khamenei), non è un movimento creato e orchestrato dall’imperialismo americano e dal regime genocida israeliano, ma è il risultato diretto delle catastrofiche politiche economiche del capitalismo dominante, della corruzione, dell’insicurezza e dell’oppressione totale dei leader del regime e dei loro seguaci contro la popolazione.
Nella storia contemporanea dell’Iran, durante il governo dei Pahlavi, durato più di mezzo secolo, abbiamo visto altri esempi di tale ingiustizia, corruzione, saccheggio e si è visto come è finito.
La lotta eroica di centinaia di migliaia di cittadini in decine di città del paese, nonostante gli sforzi del governo per reprimerla brutalmente, è un chiaro segno del fatto che la stragrande maggioranza del popolo iraniano non desidera la continuazione dell’attuale governo corrotto e antipopolare. Questo governo, attuando politiche neoliberali e una “chirurgia economica”, ha spinto decine di milioni di iraniani al di sotto della soglia di povertà e ha ridotto così gravemente le condizioni di vita delle masse lavoratrici che i loro salari e redditi non sono nemmeno sufficienti a garantire il minimo sostentamento.
Questo governo ha distrutto l’economia produttiva del paese e, con le sue politiche estere avventurose per la «esportazione della rivoluzione islamica», ha reso l’Iran sempre più vulnerabile alle interferenze straniere.
Anche noi, come gli autori del comunicato «17 attivisti politici e civili», riteniamo che «la via per liberarci dalle condizioni attuali sia quella di insistere sull’azione e sull’attivismo del popolo e sulla realizzazione del ‘diritto all’autodeterminazione’, un percorso che non passa né attraverso il compromesso e la collaborazione con i governanti e il governo autoritario, né attraverso la guerra o l’affidarsi alle potenze straniere».
Solo con la collaborazione e la solidarietà attiva ed efficace tra tutte le forze patriottiche, libertarie e sociali progressiste sarà possibile raggiungere questo futuro e realizzare questo ideale che rappresenta la volontà della vasta maggioranza del popolo iraniano.
Il problema dell’attuale movimento popolare è da una parte l’assenza di una leadership nazionale progressista e unita e dall’altra, i grandi sforzi dei media imperialisti (BBC) e reazionari (Iran International, Manoto, emittenti televisive in lingua persiana all’estero) per imporre al movimento dei leader inventati.
Negli ultimi giorni abbiamo assistito all’ostinato tentativo di questi media di dare una falsa legittimità ai monarchici asserendo, anche attraverso la manipolazione di video delle manifestazioni di protesta e l’inserimento di commenti audio di fantasia, che il ritorno della monarchia in Iran sia il desiderio di questa sollevazione popolare.
Il Partito Tudeh dell’Iran ritiene che, sostituendo l’attuale sistema politico, cioè la dittatura religioso capitalista, con il sistema monarchico-capitalista, il cui obiettivo è ripristinare lo stesso regime repressivo precedente all’attuale e trasformare nuovamente l’Iran in una base militare dell’imperialismo nella regione e saccheggiare petrolio e altre risorse naturali del paese, non si possa avere un futuro libero e privo di tirannia, né avanzare verso la realizzazione della giustizia sociale.
Le forze che ripongono le loro speranze nel governo semi-fascista di Trump e nel governo genocida di Israele per “liberare l’Iran” non possono promettere un Iran libero, indipendente e prospero.
L’esperienza dolorosa dell’Iraq e della Libia, dopo gli interventi diretti dell’imperialismo mondiale nei loro affari interni, deve essere un avvertimento e un serio campanello d’allarme per tutte le forze progressiste e libertarie del paese.
Oggi, tutti noi dobbiamo concentrare la nostra energia e i nostri sforzi sulla continuazione e l’espansione di questa rivolta popolare fino alla vittoria. Per migliorare il potenziale dell’attuale movimento popolare è necessaria la presenza diretta e la partecipazione ampia di lavoratori e altri salariati, pensionati, intellettuali e ceti medi patriottici del paese.
Dobbiamo cercare di affrontare contemporaneamente la dittatura dominante e le minacce dell’imperialismo statunitense, creando solidarietà e un legame pratico tra tutte le principali forze sociali coinvolte in questa lotta.
È essenziale muoversi verso l’organizzazione di uno sciopero generale nazionale per porre fine al regime della Repubblica Islamica e per istituzione di un governo nazionale e popolare provvisorio e l’attuazione di un referendum libero e democratico per stabilire il futuro del Paese.
Viva le lotte del popolo contro la Repubblica Islamica, contro la povertà, la disoccupazione, la discriminazione e l’oppressione!
Forze militari e di polizia, voi fate parte del popolo di questo Paese, unitevi alle fila della lotta popolare contro il governo tirannico!
Porre fine alla sanguinosa e violenta repressione del popolo in protesta!
Gli attacchi a strutture mediche e ospedali sono crimini contro l’umanità; fermate questi attacchi!
Tutti i detenuti del movimento e tutti i prigionieri politici, ideologici e civili devono essere liberati immediatamente e incondizionatamente!
Verso la preparazione e l’organizzazione di uno sciopero generale a livello nazionale!
Partito Tudeh dell’Iran
9 gennaio 2026




