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Giuristi contro l’aggressione USA al Venezuela. Appello alla comunità internazionale

I giuristi e le giuriste del mondo sottoscritti, impegnati nella difesa del diritto internazionale pubblico, dell’uguaglianza sovrana degli Stati, dell’autodeterminazione dei popoli, della coesistenza pacifica e del principio di non intervento, condannano nei termini più energici l’attacco aereo perpetrato dagli Stati Uniti d’America contro la città di Caracas e altre zone del territorio della Repubblica Bolivariana del Venezuela, avvenuto nelle prime ore del 3 gennaio 2026, che costituisce un atto di forza illecito e un crimine internazionale di estrema gravità.

Il bombardamento eseguito dagli Stati Uniti configura un crimine di aggressione, assolutamente proibito dall’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite, privo di qualsiasi valida base giuridica nel diritto internazionale contemporaneo, non coperto da alcuna delle eccezioni riconosciute all’uso della forza e costituente una flagrante violazione del principio di non intervento negli affari interni degli Stati, nonché delle norme imperative (ius cogens) che regolano la convivenza internazionale. Si tratta, pertanto, di un’aggressione armata illecita, generatrice di responsabilità internazionale dello Stato aggressore.
Riveste inoltre una gravità giuridica senza precedenti il fatto che lo stesso Presidente degli Stati Uniti abbia annunciato pubblicamente, tramite i social network, la cattura e la privazione illegittima della libertà del Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, e di sua moglie. Tali fatti costituiscono una manifesta violazione del diritto internazionale, un attentato alla sovranità popolare, una rottura dell’ordine costituzionale venezuelano e un atto che può rientrare nella commissione di crimini internazionali, la cui qualificazione spetta agli organi competenti del sistema internazionale di protezione dei diritti umani e del diritto penale internazionale.

È altresì rilevante segnalare che l’obiettivo di appropriazione e controllo delle risorse naturali sovrane del Venezuela è stato espressamente riconosciuto dallo stesso presidente Donald Trump, il che evidenzia il carattere coloniale, predatorio e contrario al diritto internazionale di questa aggressione armata, vietata dalla Carta dell’ONU e dai principi fondamentali che regolano le relazioni internazionali dal 1945.

Esortiamo con urgenza e immediatezza all’intervento dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, affinché adottino le misure necessarie per porre fine all’aggressione, ripristinare la legalità internazionale violata e prevenire un’escalation che comprometta gravemente la pace e la sicurezza internazionali. L’ordine giuridico internazionale si trova oggi di fronte a una crisi sistemica senza precedenti, la cui inattività potrebbe comportare conseguenze irreversibili per l’umanità.

È imperativo ricordare che l’inoperosità e la debolezza della Società delle Nazioni, derivanti dalla sua incapacità di rendere effettivo il sistema di sicurezza collettiva previsto dal suo Patto (artt. 10–16), condussero alla sua delegittimazione e successiva dissoluzione, dopo non essere riuscita a impedire l’invasione giapponese della Manciuria (1931), l’aggressione italiana all’Etiopia (1935) né l’espansione del nazismo guidato da Hitler. Quel fallimento storico, culminato nello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, costituisce un monito ineludibile di fronte all’attuale passività degli organi internazionali dinanzi ad atti di aggressione come quelli qui denunciati.

Di conseguenza, invitiamo tutti i governi della comunità internazionale, le organizzazioni politiche, sociali e religiose, e in modo particolare i giuristi e le giuriste del mondo, a condannare in maniera categorica questo crimine internazionale, a esigere la ricomparsa in vita e l’immediata restituzione del Presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, la cessazione immediata e incondizionata degli attacchi armati, e la riparazione integrale dei danni causati dagli Stati Uniti, nel rigoroso rispetto del diritto internazionale, della dignità umana e della preservazione dell’ordine internazionale.

Primi firmatari (in ordine cronologico di adesione)
Eugenio Raúl Zaffaroni – già giudice della Corte Interamericana di Giustizia
Baltazar Garzón – Presidente di FIBGAR
Claudia Viviana Rocca – Presidente dell’Associazione Americana dei Giuristi
Matías Cremonte – Presidente dell’Associazione Latinoamericana degli Avvocati Giuslavoristi
Carlos Margotta – Presidente dell’Associazione dei Giuristi per la Democrazia (Cile)
Roberto Pompa – Presidente dell’Associazione Latinoamericana dei Giudici del Lavoro
Dott.ssa Macarena Goncalves – REDH Uruguay
Dott. Ismael Blanco Martino – Segretario per le Relazioni Internazionali, Spazio 99.000, Frente Amplio dell’Uruguay
Kevin Miguel Rivera-Medina – Portavoce del Comitato Pro Diritti Umani di Porto Rico
Fabio Marcelli – Copresidente del CRED
Matías Cremonte – Presidente dell’Associazione Latinoamericana degli Avvocati Giuslavoristi
Freider Santana Lescaille – Vicepresidente della Società Cubana di Diritto Internazionale; Primo Prorettore dell’Università dell’Oriente, Cuba
Daniel Jorajuria Kahrs – Direttore giuridico della CTA Autónoma dell’Argentina
Hugo Gutiérrez Gálvez – gia deputato della Repubblica del Cile
seguono centinaia di altre firme

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