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HomeDipartimentiCampagne contro autonomia differenziataRifondazione Comunista: bloccare il ddl Calderoli fermare le intese avviate

Rifondazione Comunista: bloccare il ddl Calderoli fermare le intese avviate

Il 6 febbraio la Conferenza delle Regioni e delle Province ha espresso, con un articolato documento, numerosi rilievi critici al disegno di legge delega “Per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni”, attualmente in Commissione Affari Costituzionali al Senato.

Le Regioni, all’unanimità, appellandosi alle prescrizioni e ai rilievi con cui la Corte Costituzionale demoliva numerosi punti della legge Calderoli 86/2024, sostanzialmente ignorati dal disegno attualmente in discussione, chiedono una revisione del testo, rivendicando il principio di “leale collaborazione” e il dovere dello Stato di garantire con risorse e fondi perequativi statali i diritti civili e sociali ad ogni cittadino/a.

L’unanimità della richiesta di modifica del testo, sottoscritta anche dalle regioni a maggioranza di centrodestra, dimostra l’oggettiva insostenibilità del progetto del Ministro della Lega.

D’altra parte, rimane il fatto che, nel frattempo, le Regioni Veneto, Piemonte, Lombardia e Liguria stanno procedendo speditamente verso le intese con il Governo per la devoluzione di importanti materie, in linea con l’impianto della legge che si contesta, per i cui decreti attuativi si rivendica esattamente lo strumento procedurale dell’intesa.

Se il disegno di legge del Governo è lo strumento per attuare di fatto l’autonomia differenziata senza rispettare le indicazioni della Corte Costituzionale, come affermato dalle Regioni, è necessario che sia bocciato e che vengano fermate le intese intraprese dalle regioni del Nord.

Su questo urge l’impegno attivo da parte del Parlamento e delle Regioni, la mobilitazione sociale.

I LEP, cioè i diritti fondamentali delle persone, dalla scuola alla sanità ai trasporti, non possono essere funzionali all’autonomia differenziata: essi costituiscono un preciso adempimento costituzionale che deve rispondere ai principi di equità e di uniformità e necessita di percorsi partecipati e di stanziamento di risorse.

Altro che spese per il riarmo e tagli allo stato sociale!

Tonia Guerra,
responsabile nazionale campagna NO Autonomia Differenziata
Rifondazione Comunista

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