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Rifondazione: Sea Watch e non solo. Il governo teme l’autonomia della magistratura

Il governo della “tolleranza zero” reagisce male quando le proprie responsabilità finiscono in tribunale. Sono passati quasi 7 anni da quando, per aver tentato di portare a terra 42 richiedenti asilo, la comandante della Sea Watch, Carola Rackete venne arrestata e la nave sottoposta a fermo amministrativo. 2 anni dopo il gip di Agrigento archiviò il procedimento con cui si accusava l’ong: resistenza a nave da guerra al classico favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ieri il tribunale di Palermo ha condannato i ministeri competenti (Interno, Trasporti e Infrastrutture, Economia) a risarcire con circa 90 mila euro, l’ong tedesca per il fermo dell’imbarcazione. Da anni gli sfondoni legislativi di vari governi hanno portato ad affrontare procedure di infrazione in UE e sentenze anche in sede nazionale. Varie sono state le persone che lo Stato ha dovuto risarcire per trattamenti vessatori come i respingimenti. L’ultimo esempio è di 5 giorni fa, riguarda un cittadino algerino, irregolare ma con due figli e una compagna italiana che, dopo essere stato trattenuto nel CPR di Gradisca d’Isonzo era stato deportato nell’omologa struttura in Albania di Gjader. Ma lì, secondo i giudici, non doveva andarci. Risultato 700 euro di risarcimento più spese processuali. A pagare gli errori dei governi è la collettività. Due soluzioni, o i governi si ritrovano senza giudici di intralcio, con il risultato che oltre la pessima figura, le sanzioni saranno più pesanti e in sede internazionale, o rinuncia ad una misera azione propagandistica e, prima di emettere provvedimenti applicano il diritto vigente. Un potere giudiziario, libero da condizionamenti dell’esecutivo, serve anche a questo, non garantisce solo migranti e solidali, ma gli interessi della collettività e di qualsiasi cittadino dagli abusi del potere politico. La Presidente Giorgia Meloni ha dichiarato che la sentenza sulla Sea Watch “lascia senza parole”. Buon segno, non parli ma rifletta.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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