Enel azienda, in larga parte partecipata pubblica, sta cercando di ridurre i costi ancora una volta a discapito della qualità del servizio e sulle spalle di migliaia di lavoratrici e lavoratori che sono collocati, prevalentemente, nelle regioni del Sud. Ribadiamo con fermezza che va fatta valere la clausola sociale, la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità occupazionale e che il governo e le istituzioni se ne devono fare carico, devono garantire il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Né può passare la logica che l’innovazione tecnologica e scientifica venga implementata caricandone gli esiti sulle nostre spalle.
Nel prossimo futuro, in realtà già oggi ma, ancora più domani e con progressione geometrica, lo sviluppo potente delle scienza e delle nuove tecnologie, non solo dell’Intelligenza Artificiale ridurrà la quantità di lavoro necessario concreto, umano, nella produzione di merci e di servizi. Uno sviluppo che non può trasformarsi in ulteriore sfruttamento, precarizzazione, perdita del lavoro, ma nel suo esatto contrario: più sicurezza, maggior reddito, riduzione del tempo di lavoro e una vita degna per tutte/i.
Rifondazione comunista.
Paolo Benvegnù responsabile nazionale lavoro
Auro Bizzoni responsabile Gruppo di lavoro nazionale su AI e nuove tecnologie




