Salvini è davvero un ingrato. Neanche una parola di solidarietà per i suoi camerati di Casa Pound con cui ha condiviso cene e manifestazioni. Eppure ieri sono stati condannati per una spedizione punitiva squadrista contro manifestanti antirazzisti che protestavano in occasione della sua visita a Bari nel 2018. Salvini ha preferito tacere come ha fatto ieri tutta la destra. Nessun commento sui social o comunicato della destra du fronte a una sentenza storica che imporrebbe al governo di sciogliere immediatamente questo gruppo di squadristi neofascisti. Meloni, Tajani, La Russa, Gasparri, Nordio, ecc. muti come pesci. Nemmeno una parola di condanna e presa di distanza. È vero che erano davvero impegnati a bastonare Gratteri, ma se fossero stati condannati degli attivisti dei centri sociali avrebbero suonato la grancassa mediatica per una settimana.
Il mutismo dell’ultradestra al governo non ci stupisce vista la sintonia ideologica sul passato e anche nel presente. Il legame con questi gruppi non è una novità introdotta da Vannacci. Fratelli d’Italia e Lega hanno fatto proprie molte parole d’ordine e narrative dei gruppi neofascisti e come Trump si nutrono del loro supporto. La xenofobia e il razzismo servono per dirottare il malcontento suscitato dal neoliberismo e dalle guerre verso capri espiatori come migranti e minoranze.
Come Rifondazione Comunista rivendichiamo di esserci costituiti parte civile e la continuità del nostro impegno. Non a caso la nostra compagna Eleonora Forenza fu promotrice di una profetica risoluzione approvata dal parlamento europeo nel 2018 che metteva in guardia dal risorgere dei gruppi neofascisti.
Ribadiamo la richiesta che il governo provveda allo scioglimento di Casa Pound sulla base delle leggi vigenti e della Costituzione.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Rita Scapinelli, responsabile antifascismo del Partito della Rifondazione Comunista




