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Rifondazione con le giornaliste e i giornalisti de la stampa

Le giornaliste e i giornalisti, le lavoratrici e i lavoratori de La Stampa sono ancora una volta, in sciopero e domani il giornale non sarà in edicola. Sciopero deciso dal comitato di redazione e dalle Rsu aziendali. Le giornaliste, i giornalisti, le lavoratrici e i lavoratori sono ancora in attesa di notizie chiare e certe da parte dell’editore John Elkann e della holding finanziaria Exor sul processo e le condizioni di vendita della testata, preoccupati non solo, e ovviamente, delle condizioni lavorative e del loro futuro professionale, ma in difesa della storia di una testata ormai lunga 150 anni, del diritto di informare e di essere informati, del pluralismo della comunicazione.
Rifondazione è stata e continua ad essere al loro fianco e a sostegno delle loro lotte. E siamo ovviamente d’accordo con Sergio Mattarella e con quelle forze politiche che dichiarano che “i giornali sono un pilastro della democrazia”.
Ma allora, se questo è vero, e se è vero che i giornali sono “un bene pubblico” e non una qualsiasi merce, occorre che lo Stato garantisca la possibilità stessa di esistenza di quotidiani e periodici, che sia impedita la vendita a gruppi stranieri, che si sostengano con interventi pubblici le testate indipendenti, le cooperative, la stampa dell’associazionismo e dei partiti.
Continuiamo a sostenere che non ci può essere pluralismo senza normative antitrust e sul conflitto di interessi perché non ci può essere libertà di informazione e d’espressione se i proprietari della comunicazione sono portatori di ben altri interessi.
Non ci può essere libertà e pluralismo nell’informazione e nella comunicazione se da dieci anni non viene rinnovato il contratto dei giornalisti, se la maggior parte di loro vive di precariato e spesso di lavoro nero. se vengono pagati tra i 4 e i 5 euro lordi ad articolo.
Perché la libertà di scelta e di espressione siano garantiti, perché siano garantiti i diritti di tutte e di tutti, perché la democrazia sia reale occorre che la Costituzione venga finalmente applicata e non violata o smantellata pezzo per pezzo.

Stefania Brai, responsabile nazionale cultura Prc/Se

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