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Prc: no alla nuova legge truffa, è eversiva, non chiamatela proporzionale

Non si può definire proporzionale la proposta di nuova legge elettorale della destra. Chiamatela col suo nome: legge truffa, peggiore di quella che così fu definita nel 1953 dalla sinistra.

Una legge davvero proporzionale era quella che avevano voluto i costituenti e che non prevedeva premi di maggioranza, soglie di sbarramento e relative distorsioni della rappresentanza. Rivendichiamo di averla difesa nel 1994 e proponiamo di reintrodurla dopo i disastri evidenti prodotti dal bipolarismo.

Ancora una volta si manipola la legge elettorale per cercare di favorire la maggioranza governativa. Le regole del gioco democratico andrebbero decise con larga condivisione. Ma ancora una volta Giorgia Meloni usa la furbizia e la prepotenza.
La destra vuole cambiare la per noi comunque pessima legge vigente perchè sa che nel 2022 il Pd di Letta gli ha regalato la vittoria a tavolino rifiutando l’accordo con M5S.
Sanno di non avere mai avuto il consenso della maggioranza del paese e quindi vogliono riscrivere la legge. A nostro giudizio la proposta evidentemente tende anche a eludere la Costituzione perché l’indicazione nel programma del candidato presidente lo trasforma in un premier di fatto.
Questa è una legge eversiva: con una Camera di 400 deputati eleggerne 75 con un listone e gli altri con liste bloccate significa consegnare a chi vince la possibilità di prendere tutto, non solo il Governo ma anche la Presidenza della Repubblica, i membri laici del Csm e la possibilità di dichiarare lo stato di guerra.
Un potere enorme concentrato nelle mani di pochi che prefigura il completo superamento di ogni equilibrio costituzionale.
No a questa nuova legge truffa eversiva e no a questo uso spregiudicato delle istituzioni. Facciamo, infine, appello a tutte le forze democratiche a costruire iniziative a difesa della democrazia costituzionale e la forma di governo parlamentare.
Bisogna fermare questa destra nemica della Costituzione.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Gianluca Schiavon, responsabile Istituzioni del Partito della Rifondazione Comunista

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