Sconcerta che le assemblee di lavoratori e lavoratrici, come quelle indette nel Lazio dalla FLC CGIL per il 17 marzo, possano destare scandalo. Indignarsi come fa la destra perché all’ordine del giorno è prevista una discussione sulle “ragioni del NO al referendum” segnala una palese ignoranza delle norme che regolano il diritto di assemblea nei luoghi di lavoro. A scuola il personale ha diritto a dieci ore di assemblea retribuita all’anno; l’ordine del giorno lo stabiliscono le sigle sindacali, dopodiché ognuno è libero di aderire o meno. L’ “indottrinamento” di cui parla qualcuno è una balla clamorosa, dal momento che alle assemblee sindacali gli studenti non partecipano. Passi che un principio così elementare venga ignorato da opinionisti in cerca dell’ennesima speculazione mediatica, ma che addirittura il ministro Valditara si scagli contro la legittima convocazione della FLC è gravissimo. Le libertà sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici non si toccano! E se Valditara e la maggioranza tutta diventano sempre più nervosi man mano che si avvicina la data del referendum, trovino modi meno distruttivi per sfogarsi. Siamo solidali con la FLC CGIL e auguriamo alle lavoratrici e ai lavoratori che parteciperanno all’incontro una discussione proficua.
La Costituzione è stata una conquista della classe lavoratrice e della Cgil che era rappresentata da Di Vittorio. La difenderemo con tanti NO.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Salvatore Romeo, responsabile scuola del Partito della Rifondazione Comunista




