Siamo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori delle Fondazioni lirico sinfoniche che oggi sono scesi in piazza per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro.
Sosteniamo la loro lotta contro un governo che impedisce di fatto il rinnovo di un contratto scaduto da oltre un anno non mettendo a disposizione gli investimenti necessari.
Così come saremo a loro fianco in tutte le forme di lotta e di mobilitazione che decideranno di intraprendere da oggi in avanti per chiedere, tra l’altro, l’esclusione del settore dalla legge in materia di turn over che aggrava una carenza di organico già pesante e facilitando così la precarietà del lavoro.
Oggi più che mai – e i fatti de La Fenice ne sono una ulteriore ed evidente conferma – i teatri lirici hanno bisogno di una reale riforma per poter tornare ad essere luoghi pubblici e democratici di produzione, formazione e diffusione culturale. Una riforma che destini loro finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato su cui poter contare in modo certo, che consenta di valorizzare al massimo le grandi professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Luoghi di cultura fondati su una gestione democratica basata sulla partecipazione dei lavoratori a tutte le scelte che li riguardano.
Come tutti i luoghi pubblici della cultura i teatri lirici devono poter stabilire un rapporto stabile e continuativo con il territorio e con le altre istituzioni locali e come tutti i luoghi pubblici della cultura devono essere sottratti tanto alle ingerenze governative quanto alle logiche di mercato per avere un unico obiettivo: la qualità artistica delle produzioni.
Stefania Brai, responsabile nazionale cultura Rifondazione comunista/Se




