di Maurizio Acerbo –
Molte persone in buona fede voteranno SI pensando che la “riforma” corrisponda alle idee di Giovanni Falcone.
Si tratta di una clamorosa balla diffusa dai sostenitori del SI che sono giunti alla spudoratezza di dire che la riforma Nordio andrebbe intitolata a Falcone.
Ricordo che Maria Falcone, la sorella del giudice assassinato dalla mafia, nel novembre 2025 aveva protestato indignata per la strumentalizzazione del nome del fratello.
“Negli ultimi giorni ho ascoltato troppe voci sulla riforma della giustizia e soprattutto a proposito della separazione delle carriere.
Trovo di cattivo gusto che si continui a tirare in ballo mio fratello Giovanni, utilizzando il suo nome per sostenere posizioni che lui non può commentare, né confermare, né smentire.
Lo trovo profondamente scorretto e irrispettoso verso la sua memoria. Giovanni Falcone non può replicare e credo sia doveroso ricordare che a parlare per lui sono i suoi scritti e il suo lavoro, non interpretazioni o addirittura interviste mai esistite”.
Il cognato di Falcone, il magistrato Alfredo Morvillo, ricorda che “a Falcone della separazione delle carriere non fregava assolutamente nulla. Del resto, la riforma che ci vogliono propinare non serve assolutamente a nulla, se non a creare il presupposto dell’asservimento del pm all’esecutivo. E non credo che Falcone sarebbe stato felice di diventare un funzionario del ministro Nordio” (…) “basta leggere il libro scritto con Marcelle Padovani per capire il pensiero di Falcone. L’idea che si legge nel suo libro è quella della separazione delle funzioni che è cosa diversa da quella delle carriere. Concludeva dicendo che l’importante è che non si tocchi minimamente l’indipendenza dei pubblici ministeri e dei giudici dall’esecutivo.”
Giuseppe Di Lello, che fu al suo fianco nel pool antimafia, ricorda che “Falcone era favorevole all’autoregolazione della magistratura” e sulla riforma del governo Meloni dice: “È una cosa che fa paura. Vorrebbero creare un gruppo, quello dei pm, completamente autoreferenziale, con un suo Csm e poteri enormi fuori da ogni controllo. È ovvio che, dopo aver sperimentato questa fase, arriverà una proposta ulteriore: sottoporre i pm al potere dell’esecutivo. In ogni sistema in cui vige la separazione delle carriere ci si difende assegnando al Guardasigilli un potere di controllo. Andrà a finire così pure in Italia. Poi parliamo di una riforma che non serve a niente, sia perché il passaggio da una funzione all’altra è ormai minimo, sia perché non incide sulla velocità dei processi e sull’efficienza della magistratura.”
L’utilizzo di frasi decontestualizzate di Giovanni Falcone o di Salvatore Borsellino è una degli aspetti più infami della campagna del SI.
Esponenti della coalizione di governo hanno già annunciato che, dopo il referendum, approveranno una legge per vietare la presenza di magistrati nel diibattito pubblico.
Proprio Falcone fu per anni sui giornali e televisioni attivissimo nello spiegare come combattere la mafia costringendo la politica a fare i conti con le sue proposte e le sue critiche.
Falcone criticava le correnti prevalenti nell’ANM, partecipava alla dibattito accesissimo tra magistrati, criticava tendenze corporative nel CSM. Proprio per questo fu tra i promotori di una corrente. Come ricorda Giuseppe Di Lello, “le correnti sono un fattore di democrazia” e proprio l’autogoverno oggi nel mirino della controriforma ha consentito a magistrati indipendenti di aprire gli armadi del potere:
“una nuova generazione di magistrati che non voleva essere serva del potere. Prima la magistratura veniva tollerata solo se era al passo dei desideri del governo, anzi ne doveva proprio condividere il programma e difendere le aspirazioni. A Roma, per esempio, gli uffici giudiziari erano permeati dall’andreottismo e tutti erano protesi a difendere il sistema.”
La controriforma della Costituzione è più corretto intitolarla a Giorgio Almirante, a Licio Gelli e alla loggia P2 o a Silvio Berlusconi che ha lasciato al condannato Marcello Dell’Utri 30 milioni come segno della sua riconoscenza.
P.S.: ho scritto questa nota perché anche in queste ore di silenzio i sostenitori della manomissione della Costituzione continuano a pubblicare sui social post che strumentalizzano Falcone.




