Ieri in serata, la Corte di Cassazione ha annullato l’arresto di Mohammad Hannoun, da oltre 3 mesi in carcere con l’accusa di aver raccolto fondi per sostenere Hamas. 63 anni, fondatore dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, da anni, insieme ad altri si è adoperato per portare fondi dove, a causa dell’occupazione e del genocidio, regnano la fame, la miseria, l’assenza di cure sanitarie. L’accusa è quella di aver fatto arrivare, negli anni 7 milioni di euro a Gaza, dove la carestia non è iniziata certo dopo gli attentati del 7 ottobre. Per Israele quei fondi sono serviti ad appoggiare organizzazioni vicine ad Hamas, volendo dimenticare che tale movimento non è una semplice organizzazione terroristica come l’IDF, ma ha parlamentari, amministratori e che è stato, fino all’aggressione l’interfaccia istituzionale a Gaza. Insieme ad Hannoun altri 3 detenuti palestinesi, indagati in base sulla base dello stesso materiale probatorio, fornito da uno Stato straniero e occupante, hanno visto annullata la propria condanna. Le prove non sono state ritenute ammissibili ma i prigionieri restano in carcere in attesa che si pronunci il tribunale del Riesame di Genova. Ci auguriamo di vederli presto liberi. La questione si è comunque riaperta a dimostrazione che non si può ammanettare la solidarietà perché Netanyahu o chi per lui lo ordinano.
Maurizio Acerbo, Segretario nazionale
Anna Camposampiero, Responsabile esteri, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




