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Afghanistan, la vergogna dell’ipocrisia UE

Sconvolge e indigna quanto accaduto martedì a Bruxelles, dove una delegazione del regime talebano in Afghanistan è stata ricevuta, informalmente e fuori dai luoghi delle istituzioni, da esponenti della Commissione Europea. E pensare che solo un mese fa, il Parlamento Europeo aveva approvato a stragrande maggioranza una risoluzione che condannava il regime afghano per “apartheid di genere”. Al centro dell’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti di 15 Stati membri dell’UE fra cui l’Italia, è stata posta la questione del rimpatrio in Afghanistan di coloro che non avevano ottenuto asilo politico in UE e che, tramite il regolamento rimpatri, potrebbero essere deportati in quello che è impossibile definire “paese sicuro”. L’incontro è avvenuto in spazi non istituzionali in quanto l’UE non riconosce ufficialmente il regime al potere ma di fatto, in maniera vigliacca e ipocrita, ne rafforza il ruolo. Non sono passati nemmeno 5 anni, in cui non solo le donne, ma la vita delle persone è peggiorata, le carceri sono piene di detenuti e l’Unione Europea si prepara a darne altri ai carnefici. Inaccettabile che l’Italia che prima era fra le forze occupanti in Afghanistan e poi si è fatta vanto di aver garantito i corridoi umanitari per migliaia di persone in fuga, soprattutto donne, dopo l’arrivo a Kabul dei talebani, oggi sia parte del tradimento di un popolo intero. Siamo con i rappresentanti della diaspora che a Bruxelles protestavano con un solo striscione recante la scritta “shame” VERGOGNA. La sola parola adatta. Le deportazioni sono per quanto ci riguarda la fine dell’idea stessa di Europa

Anna Camposampiero, Segretariato della Sinistra Europea
Stefano Galieni, responsabile Immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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