L’attuale legge di bilancio taglia 14 milioni di euro su un bilancio di 93 milioni dell’ISPRA, bloccando il turnover e mettendo a rischio il percorso lavorativo di molti ricercatori e ricercatrici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Sosteniamo le condivisibili rivendicazioni di USB, sindacato maggioritario all’ISPRA: rivendicazioni volte alla stabilizzazione di ricercatori e ricercatrici che svolgono un ruolo fondamentale in un momento storico così complesso sul piano climatico, ambientale e idrogeologico.
Dietro questi tagli vediamo una logica ben precisa: nascondere sotto il tappeto le problematiche climatiche in nome della produzione sfrenata e della massimizzazione del profitto.
Non solo. L’ISPRA è anche parte del grande manuale Cencelli del Governo Meloni. A guidarlo in questi anni non è stata una figura tecnica, bensì Alessandra Gallone, di formazione missina e oggi esponente di Forza Italia. A breve sarà inoltre nominato un nuovo direttore generale ed è probabile che sia una figura afferibile al campo della destra, con le ovvie conseguenze politiche della subordinazione di un istituto di importanza strategica agli indirizzi dell’attuale esecutivo.
La crisi climatica avanza inesorabile e le sue conseguenze ricadono sempre più duramente sulle fasce popolari e sui territori più fragili. Per questo garantire autorevolezza, autonomia e indipendenza all’ISPRA, insieme alla tutela e alla valorizzazione di chi vi lavora, rappresenta un terreno fondamentale di battaglia politica. Difendere la ricerca pubblica significa dotare il Paese degli strumenti necessari per comprendere, prevenire e mitigare gli effetti della crisi climatica, mettendo al centro l’interesse collettivo e non le logiche del profitto.
Come Giovani Comunisti/e e Dipartimento Lavoro del PRC sosteniamo pienamente la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ISPRA e chiediamo al Governo Meloni un aumento dei fondi destinati alla ricerca finalizzata alla comprensione e alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Investire nella ricerca pubblica, stabilizzare il personale e garantire l’indipendenza degli enti scientifici non è soltanto una questione di giustizia per chi vi lavora: è una scelta indispensabile per affrontare con serietà la più grande sfida ambientale e sociale del nostro tempo.
Paolo Bertolozzi, coordinatore nazionale Giovani Comunisti/e
Edoardo Casati, responsabile nazionale Saperi Giovani Comunisti/e
Paolo Benvegnù, responsabile nazionale lavoro Rifondazione
Stefano Vento, responsabile nazionale Ambiente e Beni Comuni Rifondazione
Auro Bizzoni, responsabile nazionale Lavoro dei Giovani Comunisti/e




