APPUNTI DI VIAGGIO DA CUBA CON LET CUBA BREATHE ED IL CONVOY NUESTRA AMERICA PER IL CENTENARIO DI FIDEL CASTRO RUZ. CUBA NO ESTÀ SOLA… PARTE TERZA
Altri giorni intensi quelli dal 15 al 17 agosto. Ma andiamo per ordine.
Nono giorno 15 agosto.
Visita Ospedale di Baracoa. Consegnati medicinali al nosocomio cittadino. Una struttura importante per la sanità della zona. 304 posti letto di cui 220 destinati ai ricoveri. Un ricovero mediamente dura 8 giorni. In una settimana trattano circa 1.000 pazienti tra ricoveri e visite. Le malattie croniche principali di Cuba sono: ipertensione e diabete. Per alcuni tipi di interventi per cui l’ospedale non è attrezzato hanno un sistema di ambulanze che interviene per lo spostamento dei pazienti in altri nosocomi più grandi. Abbiamo visitato il nuovo reparto di nefrologia che è stato inaugurato subito dopo dalle autorità.
Gli è stata posta una domanda sul vaccino anticovid di Cuba e il medico che ha risposto ha detto come la vaccinazione di massa abbia ridotto notevolmente i morti. Cuba, oltre a esportare medici/che, ha donato gratuitamente il suo vaccino a molti Paesi. Come diceva Fidel per i/le medici/che cubani/e vige il detto “La solidarietà non è dare gli avanzi ma condividere quello che si ha”.
Alla sera abbiamo partecipato alla celebrazione per il 515esimo anniversario della città di Baracoa, fondata dagli spagnoli nel 1511. Conserva molte testimonianze architettoniche del suo passato coloniale.
Baracoua, bagnata dal Caribe, città del cioccolato, maggiore produttrice di cacao dell’isola.
Decimo giorno 16 agosto.
Partenza presto per Guantanamo.
Arrivati in città siamo andati nella Comunità “Caimanera” appartenente al Municipio di Guantanamo, il luogo che confina con la base occupata illegalmente dagli Usa e il cui territorio è giustamente rivendicato da Cuba.
Arrivati a un posto di blocco cubano è salito sul nostro pullman un giovane soldato. È logico che in una zona dove passa una sorta di “cortina di ferro” avvengano controlli per motivi di sicurezza.
Siamo poi arrivati in un locale dove salendo su un terrazzo è possibile vedere in lontananza la base Usa. La compagna cubana dell’Icap (Istituto culturale di amicizia tra i popoli), ci ha spiegato molto bene l’usurpazione e i danni di questa occupazione illegale di territorio cubano da parte degli Usa. La base è occupata dal 1888. Nel 1903 fu firmato un contratto tra i govermi cubano e statunitense di allora. Con la Rivoluzione del 1959 il nuovo governo rivoluzionario riteneva che il contratto fosse decaduto. Un cavillo del contratto, però, riportava che la risoluzione si aveva solo se tutti e due i Paesi erano d’accordo di risolverlo. Un modo indecente dell’imperialismo Usa di continuare indebitamente a occupare un territorio non suo. Nella base c’è anche il famigerato carcere usato contro prigionieri sottoposti a metodi disumani e torture. Quando il Presidente Usa di allora Barak Obama venne in visita a Cuba, in pieno periodo elettorale, promise che avrebbe chiuso il carcere. Passate le elezioni e “gabbato lo santo” il carcere è rimasto li e c’è ancora oggi.
Prima dell’avvento di Trump c’erano contatti tra le due parti, cubana e statunitense, che si incontravano periodicamente all’interno della base per definire problematiche di confine.
La base crea anche forti problemi economici a Cuba. Infatti occupa la parte della baia che sbocca in mare aperto bloccando il trasporto di sale dalla zona cubana e costringendo le navi a fare perorsi più lunghi. Caimanera è infatti il luogo più ricco di saline di Cuba. Inoltre le acque occupate illegalmente dagli Usa sono più profonde e pertanto il sale è migliore.
Successivamente ci siamo fermati a mangiare presso una fattoria legata a “Bio Cuba Cafè”, completamente ecologica che fa apicoltura, produzione di miele, frutti, allevamento pesci, mucche, capre, produzione di formaggi, ecc. Abbiamo inaugurato la fattoria.
La sera abbiamo goduto del carnevale di Guantana. Bellissime esibizioni di canti, balli, musiche i cui ritmi cubani soni ricchi di influenze africane.
Undicesimo giorno
17 agosto.
Lasciamo Guantanamo per raggiungere Santa Clara. Un lungo viaggio dall’oriente al centro occidentale del Paese (più di 600 km) che mentre scriviamo è ancora in corso. Prima di lasciare la città di Guantanamo incrociamo in pieno centro una farmacia. La farmacia è praticamente vuota. I medicinali di cui ha bisogno Cuba non entrano nel Paese perchè fermati dal criminale embargo (bloqueo) del governo Usa. 7.000 conteiner, molti dei quali di beni di prima necessità, tra cui medicinali, sono bloccati intorno al mar Caribe. Quei pochi che riescono a entrare a Cuba vedono lievitare continuamente il costo. Gli Usa del criminale Trump stanno attuando un genocidio lento. Ma Cuba resiste, la SOLIDARIETÀ non si blocca.
Sul piano energetico il governo sta cercando di rispondere alla fine delle forniture del petrolio venezuelano dopo il criminale rapimento di Maduro da parte del gangester Trump con i pannelli solari importati dalla Cina. Più volte abbiamo incrociato terreni disseminati di pannelli solari. La solidarietà di una potenza amica come la Cina è importante per Cuba ma non ancora sufficiente per bloccare gli effetti nefasti del bloqueo.
Sul lungo tragitto per Santa Clara facciano una pausa per visitare l’impresa “Bio Cuba Caffè”. I/le giovani cooperanti dell’impresa “Bio Cuba Caffè” ci hanno seguito e guidato in tutto il viaggio svolto finora. Oggi, sul tragitto per raggiungere Santa Clara, abbiamo fatto tappa alla casa madre dell’impresa che si trova nel Municipio di “Contra Maestre” nella provincia di Santiago de Cuba.
È un’impresa mista composta dalla Fondazioe Lavazza, dalla “Hecho Italia” (la parte dei cooperanti) e il “Gruppo Agroforestale dello Stato cubano. Lo Stato mette a dispozizione le infrastrutture. Ogni socio partecipa per il 33% a testa. Una precisazione importante è che Lavazza investe a Cuba gli utiili che trae da questa impresa.
Atttaverso Andrea, uno dei coopetanti, abbiamo appreso come funziona il complesso mondo del caffè. Il caffe’ si divide in arabica e robusta. La prima da il sapore, la seconda la robustezza.
L’impresa processa e pulisce il caffè e lo commercializza in particolare nella parte orientale dell’isola, ma anche nel resto di Cuba e all’estero (Italia in primis) .
Come funziona la filiera priduttiva e di vendita dell’impresa?
Raggiungono circa 18.000 produttori (campesinos) di tutto l’oriente. Il caffè raccolto viene pagato in modo equo ai produttori. L’impresa riceve sia il caffè biologico che convenzionale. Presso la casa matrice del “Centro Bio Cafè” i chicchi vengono puliti e selezionati. “Bio Caffè” riesce anche a tostare il caffè, processo che in genere riescono a fare solo i Paesi ricchi come l’Italia, superando così il “colonialismo cafetero”.
Hanno due macchine di torrefazione che in totale tostano 3,2 tonnellate al giorno. Le macchine vanno a legna perchè il metano e l’elettricità sono un problema con il bloqueo.
Il caffè cubano è al 100% bio anche perchè Cuba ha sempre avuto problemi per importare fertilizzanti subendo da 64 anni l’embargo Usa.
Una volta concluso il processo produttivo il prodotto viene commercializzato: il 50% viene esportato e il 50% venduto a prezzi popolari nel mercato interno in particolare nella parte orientale dell”Isola ma anche nel resto del Paese.
Due parole sul processo di pulitura e selezione del caffè.
La pulitura del caffè la fanno 75 donne cubane regolarmente assunte da “Bio Cuba caffè”. La gente del posto conoscendo da secoli il caffè sa meglio di noi svolgere questo importantissimo lavoro. Lavorano 8 ore al giorno per 5 giorni e il sabato fino a mezzogiorno con tutti i diritti comprese le ferie. Quando siamo arrivati noi erano in servizio in 50 perche 25 erano in ferie. Usufruiscono anche di moduli alimentari e per l’igiene. Tutto insieme arrivano a percepire quasi come il vicedirettore cubano.
A breve faranno un museo sul caffè a Cuba.
Insomma una vero esempio di un’impresa biologica, equa e solidale.
Infine ci hanno raggiunto la direttora e un medico dell’ospedale del Municipio di Contra Maestre. Ci hanno spiegato le funzioni dell’ospedale che è il maggior presidio sanitario della zona.
“Cuba Bio Cafè” sostiene il progetto per l’acquisto di un nuovo generatore per l’ospedale. Un progetto da sostenere.
Il nostro viaggio continua… hlvs
Marco Sironi e Rina Zardetto (Partito della Rifondazione Comunista)







