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HomeDipartimentiLavoroElectrolux, una riflessione di Paola Morandin (RSU FIOM CGIL)

Electrolux, una riflessione di Paola Morandin (RSU FIOM CGIL)

Questa fase della trattativa Electrolux, secondo me, è la più pericolosa. Gli esuberi ci sono comunque, 1250 lavoratrici e lavoratori che devono uscire dagli stabilimenti. Prima si chiamavano licenziamenti, ora si chiamano uscite con incentivo. Se dalla parte operaia è forse di ‘facile soluzione’ perché molte operaie e operai vicini alla pensione e logorati dai ritmi delle catene di montaggio, vedono l’uscita come una buona occasione,
per il settore impiegatizio saranno solo uscite’ spintanee’. La struttura aziendale trova sempre il modo di rendere la vita impossibile in un settore come quello impiegatizio, per poi spingere i dipendenti alla fuga, meglio se incentivata per scaricare la colpa.
1250 esuberi restano comunque un numero sproporzionato rispetto al totale dei dipendenti del gruppo in Italia, totale 4500 dip. Oltretutto senza sapere se i terministi ora occupati, facciano parte dei 1250 o se saranno uscite extra.
Di fatto ora faranno fare a noi, parte sindacale, il gioco sporco della pulizia delle aziende: la riduzione del personale.
In questo momento è fondamentale che il sindacato rilanci la trattativa imponendo il RICAMBIO GENERAZIONALE, esce uno entra uno, altrimenti si concretizzera’ ciò che noi abbiamo detto fin dall’inizio della trattativa: la riduzione del personale come via per il disimpegno del gruppo Electrolux in italia e ad una silenziosa CESSIONE degli stabilimenti italiani ad altri produttori.

La storia degli Stabilimenti di Scandicci a Firenze e Mel a Belluno insegnano quanto siano poco attendibili le promesse di riconversione di Cerreto. Altro punto che dobbiamo mantenere come obbiettivo nel confronto, Cerreto non si chiude, trovi direttamente Electrolux una conversione sostenibile.

Una fabbrica senza la mente che progetta, (riduzione della progettazione) e senza l’operaio che produce è destinata in poco tempo a non essere più sostenibile, più riduci più il rischio si concretizza.

Per Susegana il gioco è davvero sporco e purtroppo evidente: Electrolux annuncia una produzione per l’anno 2027 di 620.000 pezzi, composta da qualche nuova commessa di produzioni ‘alto di gamma’ per la Svizzera e la promessa di trattenere a Susegana i prodotti base già destinati alla Cina, i famosi Iranner, li trattengo giusto il tempo per poter applicare l’accordo del 2023 che prevede la velocizzazione delle linee di montaggio a 108 pezzi/ora vincolati ad una produzione annua di almeno 600.000 pezzi. Oggi la velocità massima concordata è 94 pezzi/ora. Appena applicata la nuova cadenza i prodotti base Iranner andranno a destinazione e la produzione tornerà forse a 500.000 pezzi anno.
Pochi pezzi e nuova velocità consentiranno di fare il turno a giornata per le tre linee, il risparmio del costo della pausa mensa, il risparmio delle maggiorazioni serali.
Ecco pronta la fabbrica snella e veloce pronta per i nuovi acquirenti!!!

In questa fase noi delegati e sindacalisti dobbiamo imporre il ricambio generazionale, perché le fabbriche devono mantenere l’occupazione attuale, devono sviluppare nuovi prodotti da aggiungere a quelli in produzione oggi, senza delocalizzazioni o produzione da parte di terzi. La Progettazione deve restare nel sito di produzione con la stessa capacità di ora, come anche tutti gli uffici utili a sviluppare i prodotti.
Solo così non cadremo nel diabolico gioco di Electrolux, far fare al sindacato quello che le nostre lotte hanno impedito
di fare fino ad ora: ridurre dipendenti, produzioni e peggiorare le condizioni di lavoro!

La SOLUZIONE di questa crisi DEVE ANCORA ESSERE COSTRUITA, noi faremo la nostra parte restando però in allerta, la nostra lotta non si fermerà fino ad una soluzione sostenibile e condivisa.

Paola Morandin Rsu Fiom Cgil Electrolux

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