“Sosteniamo lo sciopero del 30 ottobre indetto dai sindacati di base e parteciperemo alle manifestazioni in tutta Italia perché riteniamo necessario costruire una convergenza tra le lotte sociali e del lavoro contro le politiche di austerità, l’impoverimento dei ceti popolari e l’economia di guerra. In Europa e finalmente anche in Italia crescono le mobilitazioni contro un modello economico che sacrifica diritti, salari e servizi pubblici mentre destina risorse crescenti al riarmo.
Lo sciopero del 30 ottobre – che coincide con lo sciopero internazionale dei porti – rappresenta un’importante occasione per unire le vertenze che attraversano il Paese e rafforzare un movimento capace di contrastare il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro. Per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare allo sciopero e alle manifestazioni.
Con lo stesso spirito guardiamo alla giornata di mobilitazione europea delle studentesse e degli studenti e allo sciopero generale indetto dalla CGIL per il 20 novembre, occasioni per costruire una risposta comune alle politiche di austerità e al riarmo in Europa.
La nostra parola d’ordine è chiara: unire le lotte, contrastare l’economia di guerra e il riarmo europeo, impedire la militarizzazione della società e contrastare la svolta reazionaria.
Come Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea saremo in piazza anche con la proposta 1% Equo: tassare i grandi patrimoni per redistribuire la ricchezza e finanziare la sanità e la scuola pubbliche, il diritto alla casa e i servizi per tutte e tutti.
Mentre il costo della vita aumenta e salari e pensioni perdono potere d’acquisto, il governo Meloni continua a puntare sul riarmo sottraendo risorse allo Stato sociale. Noi sosteniamo una scelta opposta: mettere la ricchezza al servizio della collettività, garantire i diritti sociali e far pagare di più a chi possiede di più.
È il momento di cambiare direzione: dalle mani di pochi ai servizi per molti”.
Lo dichiarano Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea, e Paolo Benvegnù, responsabile nazionale Lavoro del PRC/Sinistra Europea




