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L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e Il Partito della Rifondazione Comunista, firmano una dichiarazione congiunta

Il 17 e 18 novembre 2025 si è tenuto, nella capitale italiana Roma, un incontro proficuo tra una delegazione di alto livello dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e la dirigenza del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. Tale incontro rappresenta un’importante tappa, in questi tempi difficili, nel percorso di relazioni storiche che non si sono mai interrotte tra le due parti.
Il Partito Comunista Italiano, e successivamente il Partito della Rifondazione Comunista, hanno sempre considerato l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina un movimento fratello, meritevole di sostegno e solidarietà, sulla base della convinzione condivisa che una pace giusta potrà realizzarsi solo quando la bandiera palestinese sventolerà liberamente sopra Gerusalemme Est e la Moschea di al-Aqsa, capitale dello Stato di Palestina.
A partire dall’Accordo Sykes-Picot del 1916, che smembrò la geografia araba e pose le basi per la frammentazione della regione, passando per la Dichiarazione Balfour del 1917, che concesse ciò che non apparteneva a chi non ne aveva diritto, si è consolidata la struttura coloniale che ha preparato il terreno alla pulizia etnica del 1948 e all’instaurazione di un sistema di colonizzazione insediativa che continua ad espandersi ancora oggi. Questo progetto sionista, fondato sin dalle sue origini su basi coloniali e razziste, si è manifestato nelle sue forme più brutali negli ultimi due anni attraverso il genocidio nella Striscia di Gaza, l’espansione del sistema di apartheid nei Territori Palestinesi Occupati e la distruzione degli elementi essenziali alla vita e alla costruzione dello Stato di Palestina, in flagrante violazione del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tra cui le risoluzioni 242, 338, 2334 e la risoluzione 194 sul diritto al ritorno.

Le attuali circostanze internazionali hanno reso possibile il protrarsi di questi crimini grazie alla complicità attiva di alcuni governi occidentali, in particolare gli Stati Uniti e l’Unione Europea, oltre al silenzio complice di molti altri governi nel mondo.
A fronte di ciò, i popoli, le forze sociali, sindacali e operaie, e in particolare i partiti comunisti e di sinistra in Europa, hanno innalzato la loro voce non solo mediante solidarietà morale, ma attraverso posizioni politiche consapevoli e di sostegno alla lotta del popolo palestinese per la libertà e l’indipendenza.
Per questo motivo, le due parti lavorano oggi alla costruzione di un’alleanza stabile, almeno a livello europeo, tra il Partito della Rifondazione Comunista e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, unico e legittimo rappresentante del popolo palestinese in patria e in diaspora.
In questo contesto, le parti affermano che il rafforzamento e l’ampliamento di questa alleanza bilaterale costituiscono una componente essenziale del più ampio percorso internazionale guidato dall’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, coronato dal lancio della Coalizione Internazionale per la Difesa dei Diritti del Popolo Palestinese e la Protezione del Diritto al Ritorno durante la conferenza tenutasi a Parigi il 4 giugno 2025 in collaborazione con il Partito Comunista Francese. Questa nuova alleanza con la sinistra europea rappresenta quindi un’estensione naturale della coalizione internazionale più ampia e un sostegno avanzato al ruolo centrale delle forze di sinistra europee nella lotta contro il colonialismo, l’apartheid e a favore dei diritti nazionali del popolo palestinese.
Le due parti ribadiscono che il popolo palestinese è l’unico soggetto legittimato a determinare il proprio destino, compreso il suo diritto inalienabile al ritorno, all’autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente sui suoi territori occupati dal 1967, con Gerusalemme Est come capitale, garantendo piena sovranità e continuità geografica tra Gerusalemme, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

Sulla base di quanto precede, il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina si impegnano a:

  1. Ampliare la coalizione internazionale coinvolgendo i partiti comunisti e di sinistra in Europa e nel mondo, per rafforzare il sostegno alla causa palestinese e combattere colonialismo e razzismo.
  2. Intensificare gli sforzi per porre fine al genocidio e all’aggressione contro la Striscia di Gaza, definendo un percorso politico nel quale l’OLP e il popolo palestinese siano parte attiva e centrale.
  3. Lavorare per porre fine all’occupazione militare israeliana di tutti i territori palestinesi occupati nel 1967, garantendo la restituzione della terra, delle risorse, delle falde acquifere e delle vie di comunicazione attualmente controllate dai coloni negli insediamenti illegali che costituiscono la base del sistema di apartheid.
  4. Chiedere il rilascio di tutti i prigionieri palestinesi, uomini, donne e bambini, e agire per impedire l’applicazione della legge sulla pena di morte approvata in prima lettura alla Knesset.
  5. Garantire il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, in conformità con la risoluzione 194, e realizzare la giustizia storica e riparativa per loro e i loro discendenti.
  6. Ribadire che Gerusalemme Est è la capitale dello Stato di Palestina, assicurandone la piena sovranità e ristabilendo la continuità geografica con Gaza e la Cisgiordania.

Le parti riaffermano il loro impegno a lavorare per la creazione di uno Stato palestinese indipendente, democratico e laico sui confini del 1967, che garantisca la fine di tutte le forme di colonialismo e apartheid e salvaguardi la libertà e la giustizia per tutti i popoli che vivono su questa terra.

Roma, 18 novembre 2025

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