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Rifondazione Comunista a sostegno sciopero generale Cgil

Rifondazione Comunista aderisce e invita a partecipare allo sciopero generale e alle manifestazioni convocate dalla Cgil in tutta Italia contro la manovra finanziaria e il governo Meloni, classista e reazionario, che punta apertamente alla completa delegittimazione dei sindacati non asserviti e ha scelto la principale organizzazione della classe lavoratrice come bersaglio di incessanti attacchi.

Diciamo no alla manovra del riarmo e al governo dei ricchi che rifiuta di tassare le grandi ricchezze per finanziare sanità, istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto pubblico.

La manovra del governo Meloni non risponde alle emergenze sociali del paese mentre cresce la povertà e i salari e le pensioni continuano a perdere potere d’acquisto.

L’Italia non ha bisogno di più armi e di più soldati, ma di un piano di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario. Diciamo no a un’economia di guerra, chiediamo che gli investimenti pubblici servano per innovare il nostro sistema produttivo e la riconversione ecologica, affrontare la crisi con la nazionalizzazione di settori strategici come la siderurgia.

In questi anni i profitti sono aumentati, ma per l’80% sono andati agli azionisti e quasi nulla agli investimenti. La produzione industriale scende da 32 mesi (-2,7%), cresce la cassa integrazione, interi settori sono a rischio. Ogni anno centomila giovani emigrano all’estero.

L’Italia è prossima alla recessione grazie a decenni di politiche neoliberiste che hanno impoverito e reso più ingiusto il nostro paese: metà dei dipendenti italiani guadagna meno di 20 mila euro lordi l’anno, si continua a innalzare l’età pensionabile e i giovani avranno pensioni da fame.

Lo sciopero generale è la giusta risposta a un governo che rifiuta di tassare profitti, extra profitti, grandi ricchezze e di colpire l’evasione fiscale, ma non restituisce a lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati i 25 miliardi di tasse in più che hanno pagato negli ultimi tre anni a causa del drenaggio fiscale conseguente alla mancata indicizzazione dell’Irpef.

Solo la classe lavoratrice può imporre che cambi l’agenda di governo e parlamento. Per questo è necessaria la convergenza delle lotte e delle mobilitazioni, la collaborazione tra Cgil, sindacati di base e movimenti sociali.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Paolo Benvegnù, Responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea

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