Andiamo avanti, per un 2026 senza paura. per la Palestina, per la pace e la democrazia.
Come Campagna europea “Stop Rearm Italia”, a cui aderiscono oltre 500 realtà sociali e politiche, esprimiamo la nostra preoccupazione per la strumentalizzazione politica dell’inchiesta giudiziaria, che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia, e di altre 8 persone, accusate di aver finanziato Hamas attraverso la propria attività di solidarietà per il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania.
È allarmante che il Governo Meloni e una parte del mondo politico usino questa inchiesta giudiziaria per criminalizzare l’intero movimento di solidarietà per la Palestina, che lo scorso autunno ha riempito le piazze d’Italia, e per attaccare, se non addirittura compromettere, i diritti alla libertà d’espressione e a manifestare garantiti dalla Costituzione italiana.
Pur esprimendo la nostra fiducia nei confronti della magistratura, non possiamo rimanere indifferenti davanti alle numerose perplessità espresse proprio da diverse componenti del mondo giuridico rispetto al fatto che l’impianto accusatorio di questa inchiesta giudiziaria si basa su elementi forniti per buona parte da un esponente dei servizi segreti dello Stato d’Israele, lo stesso Stato d’Israele responsabile del genocidio del popolo Palestinese, come riconosciuto anche dall’Onu, e di numerose violazioni del diritto internazionale e umanitario.
Un dato di fatto da non ignorare proprio perché crediamo fermamente nella tutela dell’autonomia della magistratura, nel principio della separazione dei poteri alla base della nostra Repubblica e nella sovranità nazionale del nostro Stato di diritto.
Non vorremmo che questi azzardi procedurali e la postura di una certa parte della politica e degli apparati che operano nelle Istituzioni dessero vita a un mix letale, che potrebbe portarci su una linea d’ombra dove sarà sempre più difficile distinguere tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, fino a vedere ridisegnati i confini dell’assetto della democrazia in Italia.
Infine una riflessione, e allo stesso tempo un promemoria, su ciò che è più evidente: il Governo Meloni e il mondo politico che oggi criminalizza il movimento pro Palestina e la grande mobilitazione che attorno ad esso si è sviluppata contro riarmo, guerra ed autoritarismo, è lo stesso Governo Meloni e lo stesso mondo politico che continua ad essere complice dell’impunità d’Israele: rimanendo silente e immobile davanti al genocidio del popolo palestinese, ancora in corso; all’occupazione dei territori palestinesi; alla detenzione di Marwan Barghouti e di altri prigionieri palestinesi detenuti illegalmente nelle carceri israeliane.
Ed è lo stesso Governo che continua a vendere e ad acquistare armi e tecnologia militare da Israele, bypassando le norme italiane che vietano il commercio d’armi con paesi in guerra e che violano i diritti umani.
Se l’intento di queste strumentalizzazioni è colpire e scoraggiare il movimento, la nostra risposta per il 2026 sarà ancora più forte: andiamo avanti, senza paura, per la Palestina e per la Pace, contro guerra, riarmo, genocidio e autoritarismo.
Per la democrazia, contro i neofascismi.
Arci nazionale
Attac Italia
transform italia
Greenpeace Italia
Sbilanciamoci
Marcia PerugiAssisi
Rete No DDL Sicurezza
Nobavaglio – liberi di essere informati
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete dei Numeri Pari




