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Rifondazione: Pacchetto in-sicurezza, a quando l’olio di ricino?

Rifondazione Comunista esprime il massimo della avversione alla deriva autoritaria e contro la legalità costituzionale dell’ennesimo ‘pacchetto in-sicurezza’ del Governo Meloni. C’è nel decreto legge e nel ddl un’accelerazione verso misure da dittatura sudamericana o da ventennio fascista. A quando l’olio di ricino? Pare preoccupante per il sicuro accertamento dei fatti indagini lampo solo per le forze dell’ordine a seguito dell’iscrizione nel registro di reato per fatti compiuti in presenza di supposte scriminanti. O l’ennesimo ampliamento in materia di DASPO e di arresto in flagranza differita con, ciliegina sulla torta, un fermo di polizia per 12 ore nei confronti di potenziali soggetti pericolosi per le manifestazioni di piazza. Si commineranno multe fino a 10.000€ a chi organizza una manifestazione pubblica dimenticandosi di comunicarla alla PS, mentre si introducono norme di favore anche nella carriera agli operatori delle polizie nei luoghi di custodia.
Tutte norme di emergenza contro il diritto a manifestare più restrittive di quelle introdotte negli anni 70 nei quali, effettivamente, i delitti contro la persona erano moltissimi.
Alla faccia del Governo garantista, siamo di fronte al Governo dei manganelli e dei lacrimogeni contro operai, studenti medi e disoccupati che peggiora le leggi di fine anni 70.

Gianluca Schiavon, responsabile giustizia del Partito della Rifondazione Comunista

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