Per oscena coincidenza, in quella che in Italia è celebrata come “Giornata del ricordo”, in nome delle sole vittime di guerra italiane, di un conflitto scatenato dai nazifascisti, il Parlamento europeo ha cancellato con un colpo di spugna, aspetti fondamentali della sua base più nobile, quella del diritto d’asilo e di protezione umanitaria. Con una larga maggioranza, destre estreme, Partito Popolare e il sostegno di alcuni voti in libertà di liberali, socialisti, persino di un verde, si è consumata la seconda parte di una tragedia il cui esito pare scontato. Bisognerà attendere che quanto deciso a Strasburgo venga adottato dal Consiglio europeo e messo in pratica. Ma per chi fugge da paesi come Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia, il destino pare segnato. Sono ritenuti dalle nostre potenze suprematiste “sicuri” e quindi le richieste di asilo per chi di questi paesi è originario, verranno – salvo eccezioni comprovate – rigettate e si verrà rimpatriati. Lo stesso accadrà per quei paesi, si pensi alla Turchia, che hanno già fatto domanda di adesione all’UE. Alcuni Paesi saranno poi considerati e sulla base di decisioni soggettive delle autorità dei singoli Stati Membri dell’UE, considerati come “terzi sicuri”, ovvero in cui spedire anche chi di questi non è cittadino, esaminando le richieste di protezione in loco e non in Europa. È il, volto, in abiti eleganti, di chi urla di remigrazione, volendo nei fatti cacciare unicamente le persone ritenute non idonee allo sfruttamento e alla subalternità. Il giorno in cui il Consiglio Europeo chiuderà la pratica e quello, in giugno, in cui entrerà in vigore l’orrendo Patto su Immigrazione e Asilo contro cui c’è stata scarsa o insufficiente opposizione, sarà un momento buio per l’Europa. I parlamentari che hanno votato queste proposte sono la rappresentazione legislativa di quella che potrebbe essere una prossima ICE europea
Stefano Galieni, responsabile immigrazione Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




