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Sinistra Europea: Fermare la guerra illegale tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran

Il Partito della Sinistra Europea condanna fermamente gli attacchi militari condotti da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran. Queste azioni costituiscono una chiara violazione del diritto internazionale e sono politicamente indifendibili. Soluzioni pacifiche e diplomatiche sono possibili. Invece, si sceglie la guerra.

La giustificazione degli attacchi come guerra preventiva rientra in una serie di cosiddette “guerre preventive” che hanno portato distruzione e caos in Iraq, Libia e Libano.

Sotto la guida di Benjamin Netanyahu e Donald Trump, è in atto una pericolosa escalation che rischia di far sprofondare la regione in un ulteriore caos. Questi attacchi costituiscono un atto di aggressione illegale, una violazione della Carta delle Nazioni Unite, che segue le precedenti violazioni in Palestina, Siria, Yemen, Venezuela e Cuba.

Tali azioni riflettono la condotta di stati canaglia e mettono a repentaglio la sicurezza globale.

La nostra solidarietà non va al regime, ma al coraggioso popolo iraniano, in particolare al movimento femminile che resiste alla repressione e lotta per la democrazia. Le sanzioni, che da tempo causano difficoltà al popolo iraniano, devono cessare. Le sanzioni contro qualsiasi paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran devono cessare.

Spetta solo al popolo iraniano determinare il futuro del proprio Paese. Noi sosteniamo il diritto internazionale, la sovranità e il principio fondamentale secondo cui nessuno Stato ha il diritto di bombardarne un altro impunemente.

Siamo profondamente preoccupati per le dichiarazioni rilasciate dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dall’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Kaja Kallas a nome dell’Unione Europea, che sembrano giustificare questo atto di aggressione. Dichiarando che l’UE rimane in contatto con una delle parti aggressori, l’Unione Europea rischia di schierarsi apertamente a favore dell’escalation anziché della pace.

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