Dall’isola prigione di Imrali, il Nelson Mandela del popolo curdo, ha inviato questa lettera che oggi sarà letta in tutte le riunioni e manifestazioni delle donne curde a cui dobbiamo lo slogan Donna, Vita, Libertà.
Ognuno ha una visione soggettiva delle donne, una passione, una maledizione. O una cecità. Se dobbiamo parlare di qualcosa di divino in questo mondo, mi sembra più accurato, persino necessario, che sia di origine femminile. Ciò che mi stupisce è che l’uomo abbia usato sconsideratamente il suo intero monopolio di conoscenza e potere per schiavizzare le donne. Il fatto che abbia consumato le donne spiritualmente e fisicamente a tal punto senza riconoscere alcuna regola etica o politica mi impone la necessità di comprenderlo come la questione filosofica più fondamentale. C’è un bisogno più grande di quanto si creda di filosofia, di filosofia scientifica e persino di approfondire lo studio della religione e della mitologia per far luce su questo tema. E con questo, diventa necessario rivelare la vera etica ed estetica umana, la costruzione della sfera politica e quindi l’istituzionalizzazione della società democratica, rendendola l’oggetto fondamentale della sociologia e quindi della gineologia.
Vorrei rispondere alla nota affermazione di Karl Marx, “Nulla di umano mi è estraneo”, con le parole: “L’essere umano in quanto donna mi interessa ancora di più”. Il fatto che il cosiddetto socialismo reale scientifico abbia guardato alle donne con tale cecità non è stato solo una delle ragioni più importanti del suo crollo, ma anche la prova di quanto profondamente si fosse radicato l’uomo schiavista costruito. Mentre cercavamo modi per superare il socialismo reale, un criterio fondamentale è diventato per me decisivo: l’essere socialisti può nascere solo dall’instaurazione di un autentico rapporto di libertà con le donne. Inoltre, diventare veramente umani e rompere con la mera naturalità del regno animale è possibile solo sulla base di un rapporto con le donne fondato su uguaglianza, libertà e principi etici ed estetici.
- Sistema di omicidio sociale basato sulle caste
Nel mio ultimo manifesto volevo esprimere che all’origine di quello che chiamo il sistema di omicidio sociale basato sulle caste c’è la distruzione dell’anima delle donne, mentre la modernità capitalista ha ridotto i loro corpi a una condizione peggiore di quella di un cadavere. Sapete bene che le donne dicono spesso: “Mi avete portato via l’anima e il corpo”. Questa espressione ha un profondo significato storico ed è da tempo parte di un’espressione collettiva dell’esperienza.
Un’altra conclusione centrale del mio manifesto riguarda la necessità di ridefinire la sociologia. A mio avviso, la sociologia non può essere definita una scienza della società in senso stretto. Questo perché la società, in quanto seconda natura, possiede una dimensione di significato derivante dalla sua infinita relazionalità che non può essere colta come oggetto di indagine scientifica. Alcuni aspetti possono infatti essere esaminati scientificamente, come la base economica sottolineata da Karl Marx e Friedrich Engels, la struttura sociale nel senso descritto da Max Weber, o le strutture identitarie e normative analizzate da Émile Durkheim. Tuttavia, l’ampio “mondo di significato” della natura sociale non può essere pienamente catturato in questo modo.
Anche se lo si affronta analiticamente, il risultato può piuttosto essere inteso come una pratica etico-estetica, come un’arte della convivenza politica e sociale. Con questo non mi riferisco certo alla presunta “arte” prodotta dalla modernità capitalista all’interno della sua industria culturale, che in realtà assomiglia più a un mattatoio culturale.
- Dal sistema sociale materno al patriarcato
Invece della tesi marxista secondo cui “la storia è una storia di lotte di classe”, sono giunto a un’altra definizione: tutta la storia, compreso il periodo precedente alla scrittura, può essere intesa come una tensione tra comune e stato emersa dalla divisione delle strutture originarie dei clan.
Il fenomeno della comunalizzazione, il cui esame e spiegazione approfonditi richiederebbero un’analisi approfondita, si sviluppò essenzialmente come una forma di società matriarcale. I reperti archeologici indicano che – favorita principalmente da fattori geografici e da una flora e una fauna adatte – essa si sviluppò lungo l’asse Zagros-Taurus e risale a circa 50.000-30.000 anni fa. Anche le scoperte di quel periodo, che includono numerose statuette femminili ma nessuna statua maschile, indicano questa realtà.
Fino al Neolitico, questa società matriarcale accumulò un significativo sviluppo culturale e sociale, in particolare nel campo del linguaggio e delle culture vegetali e animali. Fino alle soglie della società sedentaria, l’ordine culturale dominante rimase chiaramente incentrato sulle donne. Un’indicazione di ciò si può trovare, ad esempio, nell’elemento femminile di base di molte lingue e nella cultura Ma.
In una fase successiva, tuttavia, la “banda” maschile, che aveva acquisito crescente esperienza e potere nell’uccisione degli animali, ottenne accesso a questa ricchezza sociale. Dalla caccia agli animali, alla fine si rivoltò contro il mondo delle donne stesso. In primo luogo, uccise i parenti maschi – soprattutto zii e adolescenti maschi – che erano sotto la protezione delle donne e si appropriò delle loro risorse sociali. In seguito, soggiogò e rese schiave le donne. In sostanza, ciò significò la distruzione dell’anima della donna.
In questo modo emerse il “dio maschile”. La religione originaria della dea naturale cedette il passo a una religione celeste del dio maschile. Gli sviluppi successivi possono essere facilmente rintracciati nella mitologia sumera e nella storia successiva delle religioni monoteiste. Il conflitto mitologico tra Enki e Inanna, così come le narrazioni dell’Epopea di Gilgamesh, riflettono questa trasformazione. Da allora fino ai giorni nostri, letteratura, politica e sociologia hanno essenzialmente espresso questa forma mascolinizzata ed egemonica dell’uomo.
- Il “progetto donna” e la sua attuazione pratica
Ciò che mi stupisce è il fatto che per tutta la storia della civiltà abbiamo mantenuto, e persino insistito, su una struttura di coscienza e sentimento così cieca di fronte a una verità che in realtà avrebbe dovuto essere relativamente facile da riconoscere e comprendere. È quindi responsabilità dell’analisi sociale – in particolare della gineologia e della sociologia, ma anche di un nuovo socialismo (un socialismo dopo il socialismo reale) e dell’arte – rendere visibile questa realtà, concettualizzarla teoricamente e inserirla nei processi di rinnovata trasformazione sociale.
Care compagne, quando ho detto che il mio “progetto delle donne” poteva considerarsi sostanzialmente concluso, intendevo proprio questa elaborazione concettuale. Ma ora mi attende un enorme compito pratico: l’attuazione e la realizzazione di questa prospettiva nella vita sociale.
Il crescente interesse e le numerose domande da parte di compagne e amiche mi spingono chiaramente verso nuove ricerche e riflessioni. Allo stesso tempo, è chiaro che il mio posto e le mie attuali condizioni non sono sufficienti, in termini di comunicazione, per rispondere adeguatamente a tutte queste domande.
- Storicamente, il soggetto fondatore della società è la donna
Il processo che stiamo vivendo è un processo in cui le donne possono assumere un ruolo ancora più attivo. La ricostruzione dell’ordine sociale sarà plasmata sotto la guida delle donne. Anche storicamente, le donne sono il soggetto fondante della società.
La socializzazione si forma attorno alle donne e attraverso le loro azioni. Questa è una realtà sociologica. Le donne possiedono un potenziale – sia in termini di consapevolezza della libertà che di livello di organizzazione – che consente loro di assumere un ruolo guida nel processo di ricostruzione sociale. Pertanto, gli sforzi volti ad approfondire, mobilitare e attivare concretamente questo potenziale, trasformandolo da mera capacità in reale efficacia, dovrebbero diventare la preoccupazione centrale delle organizzazioni delle donne. L’attuale processo offre condizioni favorevoli affinché le donne possano liberarsi e, al contempo, contribuire alla liberazione della società.
- Organizzazione politica ed etica delle relazioni
La forza fondamentale di questo processo sono le donne. Pertanto, è necessario che le donne politicizzino ulteriormente la propria esistenza e si considerino come soggetti politici autonomi. Invece di approcci puramente emotivi, sta acquisendo importanza una forma di divenire-donna in cui la dimensione politica assume sempre più importanza. Senza realtà politica, non è nemmeno possibile respirare. Questo è di grande importanza e credo fermamente che sarete all’altezza di questo compito.
La nostra linea ideologica di liberazione delle donne è ben nota. Le donne hanno già raggiunto un livello considerevole in termini di libertà e organizzazione. Tuttavia, ciò che ora è necessario è un salto di qualità: dall’ideologia della liberazione delle donne a una pratica politica di liberazione delle donne. In effetti, un tale sviluppo è già osservabile in molti luoghi. Sono convinto che tra voi emergeranno dirigenti politiche forti.
Sapete che non vi ho mai abbandonato. Sono convinto che proprio in questo risieda l’espressione più realistica di quello che chiamo amore platonico in senso sociale.
La comprensione dell’amore da parte di un socialista e il suo atteggiamento nei confronti delle relazioni tra donne e uomini ne rivelano la personalità. Deve essere chiaro che il sentimento commercializzato come “amore” dal sistema di sterminio sociale basato sulle caste è organizzato in modo tale da garantire la continuazione della schiavitù delle donne.
- L’idealizzazione di ciò che non può essere realizzato
Anche il concetto di “amore platonico” che utilizzo non deve essere frainteso. L’amore platonico significa l’idealizzazione di ciò che non può essere realizzato nella pratica. L’idealismo dell’amore platonico è più prezioso del realismo dell’amore pratico. Potete dirigere la vostra attenzione verso questo. Non dovreste orientare la vostra mente e il vostro cuore verso la realizzazione dell’amore pratico. Dovremmo scegliere l’amore platonico, perché la realizzazione dell’amore pratico è piena di insidie.
Infine, vorrei sottolineare che considero i vostri sviluppi significativi e li considero un’“epoca di eroismo delle donne”. Mi congratulo con voi per questo. Il vostro stile di vita eroico è profondamente etico ed estetico; rappresenta la risposta più forte del nostro tempo al sistema di omicidio sociale basato sulle caste. La questione centrale riguarda come possa essere plasmata una nuova vita umana. Senza raggiungere i veri segreti della vita attraverso le donne, non sarà possibile comprendere il linguaggio dell’universo.
A tutte voi, in particolare a voi, ma anche a tutti gli amici che sollevano domande, auguro che l’anno prossimo e gli anni a venire siano ricchi di significato e vi conducano a salpare verso l’amore e l’affetto. Con i miei rispettosi saluti.




