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Perché voto NO

di Giovanni Russo Spena –

In queste ultime ore dobbiamo lottare allo spasimo perché il NO si affermi. Cito solo due temi che mi convincono. Il primo: la posta in gioco in questo voto senza quorum è altissima, è la Costituzione. Noi siamo innamorati della nostra Costituzione perché, come scrisse Calamandrei, ” la Costituzione è il testamento di centomila morti della Resistenza; non è una carta morta , ma una promessa viva che richiede l’impegno quotidiano dei cittadini per la libertà e la giustizia”. Questo governo vuole cambiare ben sette articoli della Costituzione, modificando sostanzialmente l’intero Titolo quarto, articoli che attengono all’equilibrio e all’armonia tra poteri. Al rapporto, quindi, tra statualità e cittadinanza.

Il governo ha prodotto questa rilevante revisione costituzionale senza rispettare nemmeno l’art. 138 della Cost. Non vi è stato reale confronto parlamentare, non ha cercato dialettica e condivisione, pur trattandosi di Costituzione, Il Parlamento, reso inerte e inutile orpello, non ha potuto mutare nemmeno una virgola Il governo ha trattato la Costituzione come fosse una proprietà privata, una cosa propria. Questo avviene perché il governo vuole abbattere l’equilibrio tra poteri che è fondamento della Costituzione, essendo allergico ad ogni controllo, avendo una visione totalitaria di dittatura della maggioranza.

La revisione Nordio / Meloni delinea la figura di un giudice che garantisca la sicurezza DEL potere (cioè l’arbitrio) e non la sicurezza del cittadino DAL potere. Il disegno strategico del governo è sottomettere il potere giudiziario all’esecutivo. I giudici devono diventare parte del governo, affinché aiutino il governo a realizzare il suo programma. Ricordate il prode, grottesco Berlusconi? “Lasciateci lavorare. Ogni controllo di legittimità è un ingombro”.

Non voglio cambiare la Costituzione di Terracini con quella di Italo Bocchino. La revisione costituzionale proposta da Almirante nel 1971, che bocciammo, era identica a quella sulla quale voteremo domenica e lunedì. Vi è un secondo tema, collegato, per cui dobbiamo lottare allo spasimo per l’affermazione del NO. In questi mesi, in questi giorni , con i decreti cosiddetti sicurezza , il governo mira ad attuare una svolta securitaria, liberticida. E disegna una giustizia classista, uno Stato penale, del controllo, della sorveglianza. Patriarcale.

Revisione costituzionale contro il potere giurisdizionale e decreti sicurezza sono, con evidenza, connessi e fanno parte di un unico disegno di autocrazia elettiva: smontare pezzo a pezzo la Costituzione (hanno cominciato con la legge secessionista e antimeridionalista di Calderoli. l’autonomia differenziata) e attaccare la libertà di espressione, di autorganizzazione, di manifestazione e conflitto. Per generare un clima di intimidazione, di paura diffusa che genera la delega alla “capa”. E qui scatta la voglia della Meloni di plebiscito, di premierato. Attenzione! Tendenzialmente Minneapolis è già qui, l’ICE, i poteri militari della impunità ed immunità sono già qui…

Mentre i giudici sono considerati, dal governo, nemici del popolo, “plotoni di esecuzione”. Sono indignato: sto pensando a Falcone , Borsellino, Chinnici, Levatino e tanti altri eroici magistrati che sono caduti sotto il fuoco dei plotoni di esecuzione delle mafie. Un governo che copre una simile campagna è indegno e pericoloso. Nordio, giorni fa ha detto, con sincera crudeltà, che lo scopo ultimo delle loro riforme è quello di avere ” meno gente in piazza a manifestare”. Proprio per sconfiggere l’obiettivo del governo “tutte e tutti a casa , supini ed obbedienti” votiamo NO. “Perché” diceva ancora Calamandrei, padre della nostra Costituzione “la libertà è come l’aria; ci si accorge del suo valore quando viene a mancare”

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