Con la scomparsa di Carlo Ginzburg l’Italia perde uno dei suoi intellettuali migliori e uno dei più importanti storici degli ultimi decenni.
La sua microstoria ha ridato voce a chi sta in basso. Ebreo della diaspora, figlio di Leone, eroe e martire antifascista, e della scrittrice Natalia Ginzburg, lo ricordiamo fra gli autorevolissimi firmatari della Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo (2020) che contrasta e smentisce la definizione dell’IHRA (2016) adottata da Gasparri-Del Rio, e chiarisce che essere contro le politiche di Israele e il sionismo non è affatto antisemitismo. Nel 2025 è stato tra i firmatari dell’appello degli ebrei italiani contro i ddl che criminalizzano la critica di Israele.
Dichiarò che “definire antisemitismo le critiche radicali nei confronti della politica israeliana è assolutamente inaccettabile.”
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista




