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Rifondazione: dalle leggi razziste a quelle razziali il passo è breve

Il decreto scuola è razzismo di Stato. Il tetto del 30%di alunni stranieri per classe si abbatte soprattutto sui soggetti più fragili – in particolare i minori non accompagnati –, e su alcune aree del paese in cui, grazie ai tagli già realizzati, la disponibilità dei plessi scolastici è minore, mentre l’obbligo di apprendimento dell’italiano per i genitori non ha precedenti nel nostro ordinamento e viola palesemente la Costituzione (che “tutela le minoranze linguistiche”). Quel che è peggio, il rapporto scuola-famiglia viene completamente snaturato: non sarà più basato sulla collaborazione, bensì sulla delazione, poiché gli istituti vengono obbligati a denunciare ai servizi sociali le famiglie che non parlano italiano. Intanto non viene destinato un centesimo né per stabilizzare i docenti di italiano per stranieri né per potenziare i CPIA, che dovrebbero fornire corsi di lingua agli adulti, gli accenni scarsi al potenziamento della presenza e dell’assunzione di mediatori linguistico culturali, fanno il resto. Insomma, per inseguire Vannacci sul terreno del razzismo il governo si accanisce sui più deboli, rendendo loro la vita ancora più difficile. Si tratta anche di un approccio dichiaratamente di classe. È una vergogna indegna di un paese civile. Facciamo appello a tutte le forze che hanno a cuore i valori della Costituzione per una mobilitazione che contrasti la conversione in legge del decreto, la scuola di cui c’è bisogno e che, solo grazie a docenti malpagati ma che hanno a cuore l’importanza del proprio ruolo, si è riusciti finora a realizzare è un luogo di convivenza e di interazione in grado di creare oggi la società del domani.

Stefano Galieni, responsabile immigrazione Partito della Rifondazione Comunista
Salvatore Romeo, responsabile scuola Partito della Rifondazione Comunista

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