L’annuncio del ministro dell’Interno, in merito alla realizzazione di sei nuovi Centri Permanenti per i Rimpatri (CPR), che è giunta l’ora di chiamare campi di concentramento, era atteso da tempo. La propaganda elettorale del governo, per strappare voti all’astro nascente Vannacci, porterà alla realizzazione di queste ulteriori galere etniche, che garantiranno profitti ai privati, in cui si potrà essere rinchiusi per 24 mesi con proroga di ulteriori sei, per chi, pur non avendo commesso alcun reato penale e quindi per una sanzione amministrativa, non è ritenuto degno di restare nel territorio europeo ma va rinchiuso nel timore che fugga. L’aumento dei CPR è parte del Patto immigrazione e asilo e del Regolamento rimpatri, approvati a giugno al Parlamento Europeo. Rifondazione Comunista da sempre contraria a queste istituzioni totali irriformabili, considera le affermazioni del Viminale come ennesimo atto di accanimento verso un capro espiatorio evitando di affrontare i reali problemi del paese e delle sue classi più in sofferenza a causa di politiche guerrafondaie e liberiste scellerate. Giungono pochi giorni dopo i tentativi di intimidire i medici che osano frapporre il giuramento di Ippocrate alle pressioni politiche e i docenti nonché le intere istituzioni scolastiche a limitare la presenza di chi non conosce sufficientemente bene l’italiano, arrivando a proporre punizioni esemplari verso i genitori. Contro l’insieme di queste pratiche che sdoganano ogni forma di razzismo e ci avvicinano pericolosamente, in tutta Europa, a nuove leggi razziali, saremo in piazza a Castelvolturno (Caserta) il 24 ottobre prossimo in un fronte unitario che coinvolge il vescovo, le associazioni laiche e religiose, l’associazionismo, i sindacati e le forze politiche progressiste per ribadire un secco NO ai CPR né a Castelvolturno né altrove. Il ministro incontrerà la nostra ferma opposizione nelle piazze perché non intendiamo abiurare a progetti di convivenza plurale in nome di un misero suprematismo bianco da usare come strumento di bieca campagna elettorale.
Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




