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Infanzia LGBTQIA+, Rifondazione: “l’Italia fuori dall’ENOC: Terragni si dimetta”

Una garante per l’infanzia e l’adolescenza che toglie tutele e diritti a tutte le persone minorenni in Italia pur di non riconoscere l’esistenza di una parte di esse è un paradosso amaro che non ci sorprende e che aumenta l’isolamento politico del Paese in seno all’UE.

Rifondazione Comunista denuncia come ideologica e pericolosa la scelta di far uscire l’Italia dall’ENOC, la Rete europea dei Garanti per l’infanzia, l’organizzazione europea a tutela di tutta l’infanzia, decisa da Marina Terragni, una scelta dettata da pareri personali e basata sui principi di negazione dell’identità delle persone trans* e dei diritti delle persone minorenni LGBTQ+ che caratterizzano organizzazioni come ProVita e in linea con le politiche di un governo che vuole arrivare a realizzare un’Italia sul modello identitario, sessista e razzista dell’Ungheria di Orban.

Le persone LGBTQIA+ esistono fin dall’infanzia e negarlo nel concreto provoca sofferenze e danni spesso irrimediabili a loro, alle loro famiglie e a tutta la società. È compito dello Stato italiano quello di riconoscere e proteggere le loro esistenze e di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono loro di poter crescere e vivere alla pari di tutte le altre persone fin dall’infanzia, non certo quello di negarglieli e porre ulteriori ostacoli al loro sviluppo psicofisico.

Questa scelta, avvenuta con la scusa di un pretestuoso dissenso riguardo un documento dell’ENOC sui diritti dell’infanzia LGBTQ+, si innesta su un lavoro di erosione degli spazi di partecipazione giovanile già iniziato con la cancellazione, decisa unilateralmente, del Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi.

Rifondazione richiede l’immediato rientro dell’Italia nell’ENOC e le dimissioni di Terragni, poiché le sue opinioni personali sono in flagrante conflitto con l’incarico che le è stata affidato – in modo del tutto arbitrario oltretutto, al contrario del resto d’Europa, dove queste nomine avvengono secondo criteri precisi e procedure soggette a controlli e verifiche, secondo gli standard fissati dalle Regole di Parigi. Lo chiediamo comunque, nonostante la certezza che questo non avverrà fino a quando non cacceremo ogni tipo di fascismo che oggi è al governo del Paese.

Segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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