Napoli, 16 ottobre 2026. –
Le Segreterie Metropolitana e Cittadina del Partito della Rifondazione Comunista esprimono piena solidarietà e appoggio politico alle occupazioni e alle mobilitazioni delle scuole superiori napoletane, che coinvolgono ormai una decina di istituti della città.
Gli studenti stanno portando nelle scuole e nelle strade una domanda semplice e giusta: il diritto di studiare in condizioni dignitose. Edifici degradati, classi affollate, mancanza di docenti, precariato, servizi insufficienti e una scuola sempre più diseguale non sono problemi inevitabili, ma conseguenze di scelte politiche che da anni sottraggono risorse all’istruzione pubblica.
La lotta delle studentesse e degli studenti napoletani si inserisce in un movimento internazionale. In Francia, dal 17 settembre, i liceali sono in mobilitazione contro le classi sovraffollate, l’assenza di insegnanti, gli edifici fatiscenti e le disuguaglianze tra i quartieri popolari e i centri delle città; il movimento è partito dalle banlieue parigine e si è esteso a tutto il Paese.
Questa è la stessa battaglia: una scuola pubblica che non lasci indietro chi nasce nei quartieri popolari, chi vive la precarietà, chi non può permettersi ripetizioni private o alternative costose. Dalle periferie di Napoli alle banlieue di Parigi, i giovani stanno dicendo che il futuro non può dipendere dal codice postale in cui si nasce.
Rifondazione Comunista si pone al fianco delle occupazioni, delle assemblee studentesche, delle mobilitazioni e delle forme di lotta pacifiche e autorganizzate scelte dagli studenti. Chiediamo alle istituzioni locali e nazionali di:
aprire un confronto immediato, pubblico e vincolante con le rappresentanze studentesche;
garantire il pieno esercizio del diritto di protesta, senza criminalizzazione delle mobilitazioni;
stanziare risorse urgenti per la messa in sicurezza, il restauro e l’ammodernamento degli edifici scolastici;
assumere e stabilizzare personale docente, ATA e di supporto;
contrastare classi sovraffollate, precariato e divari territoriali nella scuola pubblica.
No al CPR di Castel Volturno
Le Segreterie Metropolitana e Cittadina di Rifondazione Comunista esprimono inoltre la propria netta contrarietà alla costruzione del Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di Castel Volturno. Un centro di detenzione amministrativa non è la risposta ai bisogni di un territorio che chiede servizi, lavoro, casa, trasporti, sanità e politiche di inclusione.
Condividiamo il motto della mobilitazione: “No CPR, né a Castel Volturno né altrove”. Sosteniamo la manifestazione nazionale del 24 ottobre e tutte le reti di associazioni, sindacati, realtà del terzo settore, comunità religiose e movimenti che da mesi si oppongono a questo progetto.
La stessa Campania che vede i suoi studenti occupare le scuole per difendere il diritto allo studio non può diventare laboratorio di politiche della chiusura, della sospensione dei diritti e della militarizzazione del territorio. Contrastiamo invece l’emergenza abitativa, il precariato, lo sfruttamento del lavoro e le disuguaglianze con accoglienza diffusa, percorsi di integrazione, diritti e investimenti pubblici.
La voce degli studenti non è un disturbo da gestire: è un allarme sociale che va ascoltato. Le occupazioni delle scuole napoletane sono una forma di responsabilità politica, non di rottura: i ragazzi chiedono di poter costruire il proprio futuro in una scuola pubblica forte, gratuita, inclusiva e democratica.
Con gli studenti delle scuole superiori di Napoli.
Con il movimento liceale francese.
No al CPR di Castel Volturno, né qui né altrove.
Per una scuola pubblica e un territorio dei diritti, non dei privilegi.
Segreteria Metropolitana e Segreteria Cittadina
del Partito della Rifondazione Comunista




