Sabato 22 novembre Ore 14.30 Piazza della Repubblica – Roma
il 22 novembre nel corteo nazionale a Roma e il 25 in tutte le città d’Italia, Rifondazione Comunista sarà come ogni anno insieme alla marea che lotta contro il patriarcato in tutte le sue espressioni, specialmente le più tossiche: dalle guerre ai femminicidi e alla violenza contro le donne in tutte le sue forme.
Come Rifondazione Comunista – Partito della Sinistra Europea, di fronte al reiterato atteggiamento guerrafondaio e patriarcale del governo Meloni, ribadiamo con convinzione che il maschilismo, il capitalismo, il colonialismo e il suprematismo razzista sono tutte espressioni della stessa matrice patriarcale. Ricordiamo le parole della compagna partigiana Lidia Menapace quando affermava che le lotte femministe
riguardano la condizione e i diritti della maggioranza delle classi popolari e lavoratrici e sosteniamo la lotta femminista e queer, l’intersezionalità nei processi di liberazione e affermazione di diritti sociali e civili.
Rifondazione Comunista condivide l’analisi di Non Una di Meno riguardo le politiche del governo italiano che dietro la foglia di fico dell’inasprimento delle pene per i colpevoli di femminicidio nasconde leggi misogine e transfobiche e attacca tanto i diritti più basilari delle donne come quello all’aborto quanto realtà fondamentali per la prevenzione della violenza di genere e per le politiche femministe come i centri antiviolenza.
Mentre l’orrore di certe realtà social attuali ci dimostra che la cultura dell’abuso, della violenza, della prevaricazione e dell’umiliazione continua a essere centrale all’educazione sentimentale del maschio eterosessuale, il governo rimette alla famiglia, dentro cui si compie la maggior parte delle violenze contro donne e persone LGBTQIA+, quella facoltà educativa che compete al sistema scolastico. Questo in un quadro più generale di aumento delle spese per la militarizzazione e per il riarmo che va a scapito di chi lavora e si trova con i salari più bassi d’Europa, senza ammortizzatori, senza welfare e senza tutele dal ricatto economico se non qualche mancia una tantum – e se si è donne e/o LGBTQIA+ si è doppiamente sotto scacco in quanto si deve contendere anche con molestie, discriminazioni, stress mentale e molto altro. Però la legge di bilancio libera soldi per il riarmo, la difesa e la produzione di armamenti: la guerra è normalizzata così come lo è il genocidio del popolo palestinese. Nazionalismo e suprematismo bianco in Palestina sono alla base del progetto neo-coloniale, predatorio e senza più argini, che si sta concretizzando grazie a una finta “tregua”. E questo progetto è finanziato anche attraverso il nostro sfruttamento.
Rifondazione è con NUDM anche nel ribadire che “la Palestina ci riguarda, che lottare per l’autodeterminazione dei popoli significhi lottare per l’autodeterminazione dei nostri corpi e delle nostre vite, a partire dalle soggettività specifiche che ne sono maggiormente colpite, donne, giovani, migranti, precarie, persone trans*, queer, non binarie, lavoratrici.”
Rifondazione sostiene la protesta dei movimenti transfemministi europei e insieme a loro, come Sinistra Europea, si oppone alle spese per la militarizzazione e la corsa al riarmamento e chiede che invece parte del budget previsto per l’attuazione di queste ideologie patriarcali venga invece spesa per politiche in sostegno di tutte le donne, a partire dalla parità di genere e dalla prevenzione della violenza maschilista: campagne pubbliche di sensibilizzazione, corsi di formazione in parità di genere sul lavoro, educazione sessuale e affettiva nelle scuole; maggiore agilità nell’assegnazione di fondi alle realtà che nel concreto possono salvare molte vite; ma soprattutto un maggiore impegno strutturale nella prevenzione primaria: vogliamo un’Europa che educhi, che si difenda i diritti e che affronti il problema alla radice e non quando è troppo tardi.
Ribadiamo che non può esistere lotta di liberazione di tutti i popoli senza la liberazione di tutte le donne, di tutte le soggettività oppresse e di tutti i corpi non conformi e per questo il 22 novembre a Roma e il 25 in tutta Italia manifestiamo contro la violenza maschile e di genere.
Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista





