Stiamo seguendo con profonda preoccupazione e attenzione i rapidi sviluppi nella Siria settentrionale e orientale, dove il fallimento dei fragili negoziati tra le autorità provvisorie siriane e le Forze Democratiche Siriane (SDF) ha portato a una nuova ondata di scontri armati e alla conquista di posizioni strategiche da parte delle forze governative.
Questo passaggio dal dialogo politico all’escalation militare compromette le possibilità di distensione e riporta la regione in un ciclo di violenza. Ciò ha provocato gravi crisi umanitarie, che si sono manifestate in ondate di sfollamenti di massa dai quartieri della città di Aleppo e dai suoi dintorni, ponendo il popolo siriano di fronte a condizioni di vita e di sicurezza insostenibili dopo molti lunghi anni di guerra.
La gravità della situazione è aggravata dalla perdita di controllo su centri di detenzione vitali, come la prigione di Al-Shaddadi e il campo di Al-Hol, e dalla conseguente fuga di elementi terroristici dell’ISIS. Questa violazione della sicurezza costituisce una minaccia esistenziale che va oltre i confini della Siria e rappresenta un pericolo diretto per la sicurezza nazionale irachena. Questa realtà richiede una mobilitazione autentica che vada oltre le reazioni convenzionali, per affrontare la possibilità di una recrudescenza delle attività terroristiche transfrontaliere.
Alla luce di questo momento critico, il Partito Comunista Iracheno rinnova la sua posizione di principio di solidarietà.
Alla luce di questo momento critico, il Partito Comunista Iracheno rinnova la sua posizione di principio di solidarietà e sostegno alle forze democratiche e al popolo curdo in Siria. Il Partito ribadisce che garantire i diritti nazionali del popolo curdo e raggiungere formule adeguate per realizzarli attraverso un dialogo serio è la strada ottimale per la stabilità e l’unità territoriale della Siria.
Il Partito Comunista Iracheno sottolinea inoltre che i risultati ottenuti nelle aree dell’Amministrazione Autonoma (della Siria settentrionale e orientale) rappresentano un pilastro fondamentale di stabilità e una solida barriera contro il terrorismo. Qualsiasi tentativo di minarli con la forza non farà altro che diffondere il caos e indebolire le prospettive di una soluzione politica nazionale globale.
Di conseguenza, la responsabilità storica richiede che tutte le forze nazionali siriane rifiutino l’approccio dell’autoritarismo e della dominazione militare, si oppongano a tutte le forme di tutela e di intervento straniero da parte di vari attori regionali e internazionali e aderiscano all’opzione di costruire una Siria democratica che garantisca giustizia e uguaglianza a tutti i suoi cittadini, lontano dalla logica delle armi.
Allo stesso tempo, il PC iracheno sottolinea la necessità che il governo iracheno adotti misure ferme e realistiche per proteggere i confini, lontano dall’improvvisazione o dalla sottomissione a calcoli politici miopi. Proteggere l’Iraq dal ripetersi delle catastrofi del passato richiede un coordinamento di alto livello in materia di sicurezza e una valutazione precisa dei rischi provenienti dal fronte siriano, in modo da garantire la salvaguardia del Paese dalle ripercussioni del continuo collasso della sicurezza negli Stati confinanti.
L’Ufficio politico
Partito Comunista Iracheno
20 gennaio 20




