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Rifondazione: per condannare i fascisti c’è sempre un rinvio

L’udienza di questa mattina al Tribunale di Bari si è conclusa con l’ennesimo rinvio. “Troppi carichi di lavoro” è la motivazione ufficiale con cui si è deciso di rinviare una sentenza che si attende da oltre sette anni, da quella sera del 2018 in cui militanti di Casa Pound aggredirono, tra gli altri, la nostra allora europarlamentare Eleonora Forenza e il compagno Antonio Perillo, colpevoli di aver difeso una cittadina proveniente da un altro Paese. La sentenza tarda ad arrivare, nonostante i testimoni e le prove video abbiano reso inoppugnabile la violenza di quell’atto squadrista. mentre il Governo è intento, con la riforma Meloni-Nordio, a privare di autonomia il potere giudiziario, soggiogandolo a quello politico, i tempi della giustiza, così come le condizioni di vita nelle carceri, restano uno sfregio alla Costituzione antifascista.
Tra i capi di imputazione c’è anche la ricostituzione del partito fascista, come è noto, vietata dalla Costituzione nata dalla Resistenza. Anche per questo motivo chiediamo da sempre lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste come Casapound, con cui vari ministri dell’attuale Governo – tra questi Salvini – hanno invece mostrato buoni rapporti.
Non si può accettare che sia la prescrizione a decidere su reati e fatti cosi gravi e che reati di stampo fascista
Rifondazione Comunista, che si è costituita parte civile nel processo, parteciperà al presidio già previsto in occasione della prossima udienza, che ci auguriamo conclusiva, per il 12 febbraio alle 9.30. Quel giorno saremo in tante e tanti ad affermare che pretendiamo giustizia per Eleonora, Antonio e per tutte/i coloro che subiscono aggressioni fasciste, razziste, omofobe.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Luigi Liantonio, segretario della Federazione di Bari, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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