Mentre le bombe di Trump e Israele colpiscono i civili e il mondo guarda solo al prezzo del petrolio nello Stretto di Hormuz, il regime iraniano accelera le impiccagioni. Nell’oscurità dell’informazione, la repressione politica si trasforma in sterminio.
I nostri oppressori — Israele e il regime iraniano — si ispirano a vicenda. Da una parte la Repubblica Islamica innalza forche nelle piazze, dall’altra lo stato genocida di Israele legalizza le esecuzioni dei palestinesi. Sono due facce della stessa barbarie che usa la guerra come copertura per annientare i popoli.
LE IMPICCAGIONI GIÀ COMPIUTE
Dall’inizio dell’escalation militare, il sistema giudiziario della Repubblica Islamica ha già assassinato 14 prigionieri politici in pochi giorni:
Kourosh Keivani, Mehdi Ghasemi, Saleh Mohammadi, Saeed Davoudi, Akbar Daneshvarkar, Seyed Mohammad Taghavi-Sangdehi, Babak Alipour, Pouya Ghobadi, Amirhossein, Vahid Bani-Amerian, Abolhassan Montazer, Mohammad Amin Bigleri, Shahin Vahedparast Kolour, Ali Fahim
IN PERICOLO IMMEDIATO
Sono già in cella di isolamento, pronti per il patibolo:
Abolfazl Salehi Siavashani e Mansour Jamali.
LA NOSTRA PROTESTA
I governi vigliacchi tacciono per puro interesse economico, proprio come per il genocidio palestinese. Le bombe di Trump e Israele non sono “liberazione” per il popolo iraniano, ma una cortina di fumo che permette al regime di impiccare gli innocenti senza testimoni.
Non contiamo più sui governi complici. Chiediamo alla società civile di scendere in piazza e bloccare tutto. Non permettiamo che il sangue dei giovani iraniani venga versato nel silenzio dei mercati petroliferi.
PRESIDIO DI PROTESTA
11 APRILE | ORE 11
ROMA, PIAZZA DEI SANTI APOSTOLI
FERMATE LE ESECUZIONI IN IRAN!
FERMATE TUTTE LE GUERRE!
DONNA VITA LIBERTÀ!





