Abbiamo atteso di poter sentire la voce dei due compagni attivisti della Global Sumud Flotilla prima di dare credito al governo israeliano che ne annunciava la liberazione. Abbiamo denunciato il sequestro in acque internazionali di 175 persone per 40 ore, con la preoccupazione per Thiago Avila, cittadino brasiliano, e Saif Abu Keshek, spagnolo di origine palestinesi, portati in carcere dove la detenzione si è protratta fino ad oggi. Ci sono volute le mobilitazioni internazionali, le prese di posizione dei governi spagnolo e brasiliano per liberarli, c’è voluta lo loro resistenza alle botte, alle torture fisiche e psicologiche messe in atto, peraltro, su accuse mai avvalorate da prove, c’è voluta la loro determinazione che li ha portati allo sciopero della fame, per averli liberi. Il silenzio imbarazzante, interrotto da qualche balbettio timido del governo italiano – la nave in cui sono stati sequestrati batteva la bandiera del nostro Paese – e della Commissione Europea è inaccettabile di fronte ad un atto di terrorismo internazionale commesso in acque di prossimità di un paese europeo. La sospensione delle relazioni diplomatiche ed economiche con il governo israeliano è un atto dovuto. Un crimine come questo non può restare impunito e deve vedere i loro autori e mandanti alla sbarra. Nelle carceri israeliane restano almeno 10 mila ostaggi politici palestinesi, in particolare Marwan Barghouti, le organizzazioni internazionali devono raccogliere la domanda proveniente dai movimenti contro la guerra per pretendere la loro liberazione. Esprimiamo un profondo ringraziamento a Thiago, Saif e a tutte/i coloro che, in mare come a terra, si sono attivati con la Flotilla. Siamo tutte/i equipaggio di terra.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Anna Camposampiero, responsabile esteri, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




