“Rifondazione Comunista saluta con enorme gioia la votazione storica svoltasi ieri al Trade Union Congress (TUC) a Brighton. I delegati hanno votato all’unanimità la mozione che esprime il sostegno, per la prima volta, al movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) a Israele. Il voto del congresso dei sindacati britannici rappresenta per noi di Rifondazione Comunista una vittoria dei principi internazionalisti, antimperialisti e anticolonialisti del movimento operaio. Auspichiamo che tutte le organizzazioni sindacali italiane e europee facciano la stessa scelta della TUC e che le classi lavoratrici impongano ai governi di rompere le relazioni militari e economiche con Israele”, dichiarano il segretario nazionale di Rifondazione Maurizio Acerbo e la responsabile esteri Anna Camposampiero. “
Questo voto unanime della più grande confederazione sindacale britannica è la migliore risposta alle campagne di criminalizzazione della solidarietà con la Palestina e all’utilizzo strumentale dell’accusa di antisemitismo per mettere a tacere le voci che denunciano il genocidio come si cerca di fare anche in Italia con un ddl liberticida. In questa giornata storica inviamo un caloroso abbraccio al compagno Jeremy Corbyn che è stato espulso dal Labour proprio per essere stato in prima fila nella mobilitazione per i diritti del popolo palestinese”, aggiungono Acerbo e Camposampiero.
IL CONGRESSO TUC
In rappresentanza di oltre 5 milioni di lavoratori – dagli insegnanti ai vigili del fuoco, dagli artisti agli addetti del settore tecnologico, dai medici agli addetti alle pulizie – i delegati hanno votato per accogliere l’appello dei sindacati e delle organizzazioni della società civile palestinesi e per sostenere le misure BDS contro Israele, che continua a perpetrare crimini di genocidio, apartheid e occupazione.
In aperta contrapposizione con la linea del governo del Labour Party e con quanto dichiarato la scorsa settimana da Ed Miliband – il quale aveva affermato di “opporsi con convinzione al movimento BDS” – i sindacati hanno dimostrato che i lavoratori di tutto il Paese continueranno a schierarsi al fianco del popolo palestinese e a chiedere azioni concrete per porre fine alla complicità britannica con Israele.
Il TUC ha inoltre votato a favore della prossima giornata di mobilitazione nei luoghi di lavoro e nelle università, indetta per giovedì 26 novembre raccogliendo l’appello globale ai lavoratori promosso dai sindacati palestinesi, che invita la comunità internazionale a intensificare il sostegno alla liberazione della Palestina organizzando, aderendo e promuovendo iniziative, anche sui luoghi di lavoro.
Omar Barghouti, co-fondatore del movimento BDS, ha dichiarato: “Questo movimento di massa solidale con il popolo palestinese, guidato dalla PSC e sostenuto da numerosi sindacati affiliati, è il motivo per cui il vostro governo è stato costretto ad adottare misure parziali ma nella giusta direzione per porre fine alla propria complicità. Tuttavia, tali misure sono ben lungi dal soddisfare gli obblighi legali del Regno Unito di porre fine alla complicità nel genocidio, nell’apartheid e nell’occupazione illegale. Dobbiamo quindi continuare a lavorare per far crescere il nostro movimento BDS e rafforzare le coalizioni intersezionali, così da generare una forza popolare imponente capace di imporre al governo la fine di ogni complicità: interrompendo tutti i legami militari, di sicurezza e di intelligence con Israele che ne rendono possibili i crimini contro i palestinesi, e ponendo fine agli accordi commerciali preferenziali, nonché agli accordi in ambito accademico, culturale e sportivo, che alimentano l’apartheid e il genocidio israeliani. Possiamo riuscirci – ne siamo certi – perché stiamo costruendo una forza enorme in tutto il Regno Unito, grazie alla PSC e a tutti i sindacati che ci hanno condotti fin qui”.
IL TESTO DELLA MOZIONE APPROVATA
Il congresso osserva quanto segue:
i. Distruzione catastrofica di Gaza, comprese infrastrutture, ospedali, scuole e università, a seguito dell’attacco genocida di Israele dal 2023, che ha causato la morte di oltre 70.000 palestinesi, lo sfollamento di milioni di persone e l’aumento degli insediamenti illegali, dell’occupazione militare e dell’apartheid.
ii. Risultati di indagini condotte da organi delle Nazioni Unite e organizzazioni per i diritti umani che documentano gravi violazioni del diritto internazionale, tra cui genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
iii. La violenza e gli attacchi dei coloni israeliani, sostenuti dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), contro le comunità palestinesi, hanno causato la morte di diversi bambini e la chiusura di molte scuole, lasciando studenti e personale docente terrorizzati.
iv. Movimento globale guidato dai palestinesi per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni, avviato dalla società civile palestinese, compresi i sindacati.
v. i continui sforzi del governo per scoraggiare e censurare la solidarietà con la Palestina, anche nell’ambito dell’arte e della cultura.
Il congresso ritiene che:
a. la necessità di rispondere all’appello di solidarietà dei lavoratori palestinesi
b. Il BDS è una strategia efficace per fare pressione su Israele affinché ponga fine al genocidio in corso, al sistema di apartheid, all’occupazione e alla negazione del diritto al ritorno dei rifugiati.
c. Il movimento sindacale vanta una lunga e gloriosa storia di campagne BDS contro l’oppressione, compresa quella contro il Sudafrica dell’apartheid.
Il Congresso delibera di:
- Promuovere un cessate il fuoco permanente e un piano di pace giusto che rispetti il diritto internazionale e le successive risoluzioni delle Nazioni Unite, prevedendo una soluzione a due Stati.
- Campagna per una legislazione che vieti il commercio con gli insediamenti illegali e la sospensione dell’Accordo di partenariato commerciale tra Regno Unito e Israele, fino a quando non verrà rispettato il diritto internazionale.
- sostenere il movimento BDS guidato dai palestinesi; le campagne sindacali a sostegno della Palestina; le giornate di azione sul posto di lavoro; il disinvestimento da aziende complici dei crimini di Israele contro i palestinesi, in collaborazione con i membri dei sindacati di tali aziende
- Porre fine a ogni cooperazione militare e commercio di armi con Israele per conformarsi al diritto internazionale.
- Chiediamo al governo di imporre sanzioni di vasta portata a Israele finché non si conformerà al diritto internazionale, e ci impegniamo a garantire la libertà di parola e a porre fine ai tentativi di censurare artisti e organizzazioni artistiche che esprimono solidarietà con la Palestina.
- sostenere i sindacalisti, compresi artisti, operatori culturali e operatori dell’istruzione, che si rifiutano di gestire beni e servizi legati a violazioni del diritto internazionale.




