“La protesta sociale e la solidarietà con il popolo palestinese non si criminalizzano. Siamo oggi a Massa, al corteo dello sciopero generale, per difendere il diritto di scioperare, manifestare e dissentire, diritti fondamentali di ogni democrazia”. Lo afferma Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, presente alla manifestazione promossa in occasione dello sciopero generale.
“La straordinaria mobilitazione del 3 ottobre per Gaza – prosegue – ha dimostrato che milioni di persone non intendono restare in silenzio davanti ai crimini di Netanyahu e alla complicità del governo Meloni con il genocidio in Palestina ”.
“Il governo ha scelto di inasprire le norme contro chi blocca strade e infrastrutture durante le proteste, introducendo conseguenze penali per condotte precedentemente sanzionate sul piano amministrativo. È una scelta che rischia di colpire duramente le forme tradizionali di mobilitazione sindacale e popolare. Invece di affrontare le ragioni del disagio sociale, si preferisce minacciare chi protesta”, aggiunge Acerbo.
“Le compagne e i compagni imputati meritano solidarietà, non criminalizzazione preventiva. Chi è sceso in piazza per Gaza lo ha fatto per affermare un principio fondamentale: di fronte alle ingiustizie, la partecipazione e la solidarietà sono strumenti essenziali della democrazia. Chi ha bloccato la stazione per far sentire la propria voce, dal mio punto di vista, merita una medaglia, non di essere trasformato in un nemico pubblico”, sottolinea.
“Siamo a Massa e sabato a Roma anche per dire che non accettiamo politiche che restringono gli spazi del dissenso e indeboliscono i diritti democratici. La difesa del lavoro, della libertà di manifestare e della solidarietà internazionale sono battaglie che si tengono insieme. Continueremo a mobilitarci per un Paese più giusto, pacifico e democratico”, conclude Acerbo.
Acerbo annuncia inoltre la propria partecipazione, sabato a Roma, al corteo nazionale “La Via Maestra”, organizzato dalla CGIL, per difendere i diritti del lavoro, la democrazia e la partecipazione




