«Ancora morti sul lavoro. Tre in una sola giornata ieri. Una catena infinita di tragedie che non si riesce e non si vuole spezzare. Non riusciamo a farlo noi con le innumerevoli iniziative di mobilitazione e gli scioperi; non vuole farlo certamente, al di là delle chiacchiere, questo governo». È quanto dichiara Paolo Benvegnù, responsabile nazionale Lavoro di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
«A Longarone, teatro di una strage immane, figlia delle complicità della politica e dell’accademia con l’impresa privata, il presidente dell’ANMIL ha detto con chiarezza che serve una procura specializzata nei reati contro la sicurezza nei luoghi di lavoro e l’introduzione del reato specifico di omicidio sul lavoro. Nel suo intervento ha quindi smentito le dichiarazioni del governo, sottolineando non solo la crescita degli incidenti mortali, ma anche delle malattie professionali e degli infortuni. Questa è la realtà, con questa ci si deve confrontare», aggiunge Benvegnù.
«Nelle prossime mobilitazioni d’autunno, rispetto alle quali indichiamo la necessità delle più ampie convergenze, l’obiettivo di rompere questa spirale maledetta deve stare in tutte le piattaforme di mobilitazione, così come deve stare in ogni discussione per la definizione di un programma alternativo al liberismo guerrafondaio del governo Meloni», conclude Benvegnù.




