Il governo Meloni ha deciso che gli anni di laurea già riscattati e pagati da lavoratrici e lavoratori varranno di meno ai fini della pensione. Di conseguenza fino a quasi 3 anni di lavoro in più, senza rimborso, senza possibilità di scelta.
Chi ha studiato, lavorato e versato i contributi seguendo le regole dello Stato oggi scopre che le regole si possono cambiare dopo che i soldi sono stati incassati. I diritti acquisiti non valgono mai per la classe lavoratrice.
Siamo di fronte a una rapina e anche alla rottura del patto tra Stato e cittadini.
Quelli che promettevano di abolire la legge Fornero continuano a peggiorarla. Si allungano i tempi per la pensione anticipata e si introduce il silenzio-assenso per il conferimento del tfr ai fondi pensione.
Questo è un governo classista e reazionario al servizio del grande capitale, della finanza, delle lobby dei prenditori di Stato, di tutti i poteri forti.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Paolo Benvegnù, responsabile lavoro del Partito della Rifondazione Comunista




