“Ancora una volta il Presidente del Senato Ignazio Benito La Russa offende la memoria e la storia dimenticando di citare la corresponsabilità dei fascisti italiani nell’eccidio delle Fosse Ardeatine”, scrivono in un comunicato il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e la responsabile antifascismo Rita Scapinelli.
“L’eccidio di 335 antifascisti non fu solo un crimine nazista perchè i fascisti furono attivamente coinvolti, come lo sono stati in tutti i crimini commessi insieme all’occupante tedesco. Persino Tajani è riuscito a definire nazifascista l’eccidio, ma chi si vanta di conservare in bella vista il busto di Mussolini evidentemente non riesce a farlo”, denunciano gli esponenti di Rifondazione Comunista.
“Torniamo a chiedere le dimissioni di La Russa perchè un fascista come lui non può ricoprire la seconda carica dello Stato”, concludono Acerbo e Scapinelli che sono stati promotori nel 2023 della raccolta di più di 111.000 firme on line per le dimissioni del Presidente del Senato proprio in relazione alle sue esternazioni contro i partigiani a proposito delle Fosse Ardeatine. “”L’Italia antifascista ha dato un chiaro segnale con la vittoria del NO in difesa della Costituzione scritta da chi si è battuto perché non ci fossero più Fosse Ardeatine”, concludono gli esponenti di Rifondazione Comunista.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Rita Scapinelli, responsabile nazionale Antifascismo, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra – Europea




