In occasione del TDoV, la Giornata Internazionale della Visibilità Trans, che ricorre domani 31 marzo, Rifondazione Comunista si unisce alle numerose realtà che denunciano la persecuzione a livello mondiale a cui sono soggette le persone trans* e non conformi – non ultima la decisione sancita in questi giorni del Comitato Olimpico Internazionale di reintrodurre, a partire dalle Olimpiadi del 2028 che si terranno a Los Angeles, l’obbligo per tutte le atlete di sottoporsi a test genetici, trent’anni dopo averli revocati in quanto scientificamente ed eticamente ingiustificabili.
Rifondazione trova ingiustificabile una scelta che, azzerando il progresso raggiunto negli ultimi decenni per includere tutte le donne nello sport, eliminando le linee guida che consentivano la partecipazione sulla base di livelli di testosterone regolamentati, ha per scopo quello dichiarato e inaccettabile di escludere le donne trans e intersex dalle competizioni femminili dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
Questi test per verificare la presenza del cromosoma Y, invece di garantire “equità e sicurezza” nello sport femminile, non solo sono inaffidabili ma anche discriminatori, non etici e dannosi, come denunciato da numerose organizzazioni come UN Women e l’Associazione medica mondiale e gruppi di esperti indipendenti delle Nazioni Unite. Sono procedure invasive e umilianti a cui saranno soggette anche le atlete minorenni; se saranno soprattutto le donne con DSD (differenze nello sviluppo sessuale) a subirne maggiormente le conseguenze, queste procedure violerebbero la privacy di tutte le donne, esponendole a giudizi e umiliazioni pubbliche; richiederebbero esami sui corpi di ragazze e bambine e la divulgazione di informazioni intime sulla loro salute, con il rischio di causare danni permanenti alla loro dignità, salute mentale e sicurezza; procedure i cui costi proibitivi metterebbero a rischio la partecipazione di molte atlete provenienti dal Sud del mondo e da Paesi meno privilegiati, favorendo quelli più ricchi. Eppure nell’Occidente trumpiano c’è chi trova tutto questo accettabile e perfino “normale”.
Rifondazione no. Siamo solidali nella Giornata della Visibilità Trans e in ogni altro giorno a fianco di tutte le atlete donne, di tutte le persone trans, intersex e non binarie e di tutte le soggettività non conformi che sono sempre di più sotto l’attacco di forze retrograde, transfobiche e misogine che altro non sono che l’espressione della cultura e del pregiudizio patriarcale anche quando si professano protettrici delle “vere” donne.
Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista




