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Rifondazione: dalla destra intimidazione verso l’Associazione Italiani Editori, la censura viene dal governo

Rifondazione: “dalla destra intimidazione verso l’Associazione Italiani Editori, la censura viene dal governo”
Sulla vicenda della fiera ‘Più libri più liberi’ stiamo assistendo al rovesciamento della realtà.
Siamo di fronte a una gravissima intimidazione del governo e della destra verso l’Associazione Italiana Editori. L’attacco è partito dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che a freddo ha aperto la polemica contro chi ha semplicemente chiesto di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai principi antifascisti della Costituzione e alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo che solo degli editori neofascisti – come quelli legati a Casa Pound o altri gruppi – possono avere problemi a condividere.

Oggi il fido Francesco Giubilei elenca le misure concrete di censura, la vera e propria rappresaglia che il governo dovrebbe scatenare:

“Se l’Associazione Italiana Editori, organizzatrice di Più libri più liberi, non ritirerà la dichiarazione di antifascismo aprendo così uno scontro istituzionale (per loro scelta) con il Presidente del Consiglio, ecco gli strumenti che il governo può mettere in campo: 1)Ritirare del finanziamento alla fiera di 150.000 euro erogato da Centro del libro 2)Dirottare fondi per editori indipendenti da Aie ad Adei, altra associazione di categoria 3)Intavolare dialogo con Ali, Associazione Librai Italiani, vista la contrarietà dei librai romani all’evento 4)Intervenire sulla sede dell’evento, la Nuvola è di proprietà per il 90% del Mef 5)Strada legale, c’è già una sentenza del 2019 della Corte di Giustizia amministrativa siciliana che definì “illegittima” la dichiarazione di antifascismo.”

Secondo Giubilei le Fiere del libro debbono uniformarsi alle direttive del governo e ospitare anche chi fa l’apologia del fascismo e dei suoi crimini. Altrimenti bisogna togliere contributi pubblici e persino negare l’uso dello spazio pubblico.
Il bersaglio di Meloni e dei suoi camerati è il riferimento all’antifascismo come patrimonio condiviso della Repubblica e fondamento della nostra democrazia. Questo è l’ultimo episodio nell’ambito di una strategia che il governo e i partiti della destra portano avanti da anni, nella RAI come nella scuola o nella produzione culturale.

Ci sembra che autorevoli intellettuali di sinistra stiano sottovalutando la gravità di quanto sta accadendo. Oggi bisogna difendere la libertà della cultura da un governo che intende riscrivere la storia.

Nell’esprimere la solidarietà di Rifondazione Comunista all’Associazione Italiana Editori invitiamo a non minimizzare quanto sta accadendo.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Stefania Brai, responsabile cultura del Partito della Rifondazione Comunista

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