A parlare sono i lavoratori: “I 30 milioni di euro per Torretta Antonacci li avete persi voi: ora fondi contro le baracche e documenti per tutti. Da questa mattina siamo dentro la basilica di San Nicola a Bari. Siamo. Siamo un centinaio di braccianti e ci siamo rinchiusi qui, nel cuore di questa città, perché fuori nessuno ci ascolta. Veniamo dalle baracche di Torretta Antonacci, arriviamo dai campi dove alle sei del mattino stiamo già curvi sui filari. E da qui non ce ne andiamo finché il presidente della Regione Puglia Decaro e il governo Meloni non daranno un segnale chiaro e concreto: soluzioni vere contro le baracche, subito, e documenti per tutti. Non parole, non tavoli, non promesse. Perché occupiamo una chiesa? Perché è l’unico luogo di questa città dove la nostra vita vale ancora qualcosa. Per lo Stato non esistiamo: esistono le nostre braccia quando c’è da raccogliere il pomodoro, e spariscono i nostri corpi quando c’è da darci un tetto, un documento, un nome”. I lavoratori raccontano in un comunicato dell’USB che condividiamo, di come, dal 30 giugno, scaduto il PNRR, non siano stati resi più utilizzabili, i fondi che avrebbero permesso di migliorare la vita del più grande ghetto agricolo della Capitanata. Una scelta, non un errore, di cui sono responsabili, Governo, Regione, Prefettura e Comune. I lavoratori hanno le idee chiare: “un bracciante senza documenti e senza casa è un bracciante in ginocchio, e un bracciante in ginocchio costa poco” raccontano di cosa significhi spaccarsi la schiena a 40°, raccontano dei fratelli morti di fatica come Algaie e Mamadou. Chiedono documenti per non essere ricattabili dai caporali, non credono a promesse vane, l’occupazione della Cattedrale sarà solo la prima tappa. Scioperi per fermare la stagione di raccolta, presidi, blocchi e manifestazioni. E fanno richieste: fondi nazionali, il cui uso sia condiviso con i lavoratori, per superare il ghetto; servizi di base fondamentali, documenti per tutti, insomma non carità ma giustizia.
Ci siamo permessi di sintetizzare il comunicato USB Braccianti e resteremo al loro fianco.
Angelo Leo, Responsabile nazionale agricoltura
Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea




