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Rifondazione comunista: legge elettorale l’ennesimo attacco alla Costituzione nel più bieco interesse della Meloni, domani manifesteremo a Montecitorio

Con l’apertura della discussione alla Camera, domani, la maggioranza darà prova di riuscire a peggiorare la già iniqua legge elettorale vigente. Il ‘melonellum’ non è, tuttavia, solo una schifezza che accentua il bipolarismo sul modello delle leggi regionali, ma è un vero e proprio golpe istituzionale ad opera degli eredi del fascismo e della P2. Surrettiziamente si introduce di fatto il premierato senza formalmente modificare la Costituzione quindi sottraendo al popolo il diritto di esprimersi in un referendum confermativo.
La Repubblica parlamentare, voluta da padri e madri costituenti, viene definitivamente cancellata. Avremo un Presidente del Consiglio eletto direttamente dal popolo che potrà godere contemporaneamente di una forte maggioranza in Parlamento e scegliersi il prossimo Presidente della Repubblica. Il tutto senza aver ottenuto la maggioranza dei voti. Per non parlare di altri trucchi da circo Barnum come: il divieto della raccolta firme online per la presentazione delle liste, i tre diversi sbarramenti, la impossibilità in concreto del voto ai fuori sede e le pluricandidature con le liste senza preferenze.
Ci appelliamo al popolo della Costituzione che ha stoppato la riforma della Magistratura di Nordio: è l’ora di scendere in piazza, è l’ora di riprendersi il diritto a votare e a essere rappresentanti. Per questo domani anche Rifondazione comunista, con le forze dell’opposizione parlamentare, sarà a Montecitorio iniziando una mobilitazione nazionale che blocchi l’approvazione al Senato di questa schifezza.

Maurizio Acerbo segretario nazionale
Gianluca Schiavon Responsabile nazionale Giustizia e Istituzioni, partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

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