Lucia Casavecchia, neolaureata di 22 anni, muore schiacciata dal trattore guidato dallo zio, che si ribalta in un vigneto nel Cuneense di una nota azienda agricola di famiglia. Innanzitutto Rifondazione comunista porge le sincere condoglianze al dolore della famiglia di Lucia Casavecchia.
Ribadendo che ci troviamo ancora una volta a subire impotenti questa ennesima tragedia per la mancata sicurezza sui luoghi di lavoro in generale ed in particolare in agricoltura. Di nuovo la morte e le famiglie straziate dal lutto. Tutti noi siamo costretti a lavorare per vivere, ma non si può morire per eseguire lavori agricoli senza che siano assicurate tutte le misure di sicurezza che scongiurino tutti gli infortuni, ma soprattutto gli incidenti mortali. La mancata sicurezza sul lavoro è diventata una catastrofe nazionale, dovuta ad un sistema capitalistico che sta rendendo le donne e gli uomini alle dipendenze delle aziende quali esseri disumani simili alle macchine. Una logica del profitto che non prevede fermi, bisogna sempre andare avanti, la produzione innanzitutto costi quel che costi. Certo bisognerà accertare i fatti, le responsabilità, ma questo purtroppo non riporterà in vita la povera Lucia. In tutti i settori produttivi in generale ed in agricoltura in particolare, ci sono mansioni e lavori che vanno fermati prima ancora di essere eseguiti. In agricoltura vi sono trasporti che vanno proibiti, ci sono condizioni climatiche, ambientali, chimiche che causano la morte dei lavoratori. Tutto questo va fermato, lo stato deve garantire la sicurezza dei suoi cittadini lavoratori, potenziando gli organi ispettivi e di controllo anziché ridurre il personale insieme alla formazione dei lavoratori sulla sicurezza.
Angelo Leo, Responsabile nazionale agricoltura PRC-SE
Paolo Benvegnù, Responsabile nazionale Lavoro PRC-SE




