di Giorgio De Girolamo –
Intervista Il co-segretario della Linke: «Il dibattito interno al partito verteva su come essere coerenti con la nostra linea pur sostenendo la Cdu».
«È un segnale fatale che nella storia tedesca, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, un Land possa essere guidato da un politico di estrema destra». Ci saluta così Luigi Pantisano, co-segretario della Linke dal giugno scorso, il primo italiano – i genitori, calabresi, migrarono nel Baden-Württemberg negli anni ’60 – a guidare un partito tedesco.
Gli chiediamo anzitutto di individuare le principali ragioni del trionfo dell’AfD in Sachsen-Anhalt.
È il risultato della politica antisociale attuata dal governo Merz, che negli ultimi mesi ha fatto la guerra ai lavoratori: dall’aumento dell’orario di lavoro, all’inasprimento dei requisiti per la malattia, fino all’aumento dell’età pensionabile. Queste misure hanno esasperato la rabbia di molti che alle urne hanno scelto AfD.
Come valuta il vostro risultato nel Land? Siete andati sotto le previsioni dei sondaggi e peggio del 2021, nonostante la crescita costante a livello federale dalle elezioni politiche dello scorso anno.
Il nostro è stato un risultato ambiguo, abbiamo vinto tre mandati diretti a Magdeburgo e ad Halle dove ci ha premiato la strategia delle campagne elettorali “porta a porta” (Haustürgespräche): abbiamo bussato a sessantamila porte, abbiamo vinto lì dove siamo stati sul posto a fare politica tra le persone, partendo dai loro bisogni. I consensi persi rispetto ai sondaggi dipendono dalla campagna del Taktisch Wählen: dare un voto utile per far superare la soglia del 5 percento a Spd e Verdi. Questo ha fatto sì che molti voti si siano dispersi nel “campo largo” («per intendersi», aggiunge nel suo italiano impeccabile).
I risultati di domenica ci dicono che un governo di minoranza Cdu con sostegno esterno della Linke è un’ipotesi sfumata.
Adesso è il Bsw che può decidere quale sarà la maggioranza di governo, ma ha già annunciato che è disposto a sostenere l’AfD. Al momento tutto tende in quella direzione. Noi con i nostri voti avremmo sempre sostenuto una maggioranza alternativa all’AfD. Il dibattito interno al partito verteva chiaramente su come poter mantenere coerenza con la nostra linea pur sostenendo la Cdu.
È a questo proposito che la sua intervista rilasciata a Bild nel giugno scorso fu strumentalizzata: condannava la deriva “fascista” della Cdu, ma non chiudeva in alcun modo all’opportunità per la Linke di impedire l’insediarsi di un governo di estrema destra.
Esatto, le mie dichiarazioni sono state strumentalizzate, chi ha letto l’intervista per intero ha capito quello che volevo dire. Il principale pericolo che vedo è che la Cdu rincorre sempre di più le proposte dell’AfD: se continua a fare così difficilmente potremo dare i nostri voti per sostenere un governo Cdu. Le politiche della Cdu contro i migranti non l’hanno rafforzata, ma hanno raddoppiato i consensi di AfD. È quello che abbiamo sempre detto: inseguire le politiche dell’AfD non fa altro che rendere l’AfD – la “versione originale” – sempre più forte.
Poi c’è il riarmo.
Certo. È notizia recente la cessione da parte di Volkswagen del suo stabilimento di Osnabrück per la conversione al settore bellico. Il governo fino al 2030 vuole aumentare gli investimenti nel riarmo. Un approccio completamente sbagliato che sta rendendo l’AfD sempre più forte. La Linke sa cosa deve fare: stare tra la gente, bussare alle porte, aprire gli sportelli sociali del partito, fare una politica sociale e antimilitarista per opporsi a un governo che fa politiche antisociali e che vuole che i lavoratori lavorino di più e vadano in pensione più tardi.
Merz deve dimettersi?
Direi che deve anzitutto cambiare le sue politiche, il segnale degli elettori è una netta bocciatura di tutte le riforme che ha annunciato e realizzato. Se non cambia rotta noi continueremo a organizzare la protesta sociale. Già il 26 settembre ci saranno grandi manifestazioni in 15 città organizzate dalla Dgb (la principale confederazione sindacale tedesca) contro i tagli alla spesa sociale e le riforme di flessibilizzazione del lavoro: ci saremo anche noi e vogliamo far cambiare rotta al governo.
Cosa si aspetta dalle elezioni imminenti – il 20 settembre – in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino?
Sono sicuro che a Berlino vinceremo le elezioni e che la prossima sindaca di Berlino sarà Elif Eralp, la candidata della Linke. Soprattutto a Berlino Elif deve essere la risposta al risultato in Sassonia-Anhalt, alle politiche degli ultimi anni e al corso attuale del governo Merz. Vogliamo espropriare Vonovia e gli altri grandi colossi immobiliari: è il mandato che ci arriva dagli elettori. In Meclemburgo invece combatteremo le prossime settimane: lì, come in Sachsen-Anhalt, la situazione è più difficile, ma daremo tutto per far sì che i risultati siano diversi.
Almeno una parte della destra italiana – Vannacci e Salvini in particolare – festeggia.
Forse la destra italiana non ha capito cosa vuole fare l’AfD. Vogliono buttare fuori dalla Germania 20 milioni di persone, una gran parte delle quali dovrebbe tornare in Italia, soprattutto gli italiani che vivono in Germania (me compreso). Adesso la Germania ha 80 milioni di abitanti, loro dicono che ne bastano 60.
Un consiglio per la sinistra del nostro paese?
Proseguire sul corso che mi sembra stia già imboccando, opponendosi alle politiche antisociali e contro i migranti. È l’unico Brandmauer per arginare i fascismi che può funzionare.
fonte: il manifesto




