Perugia – Vannacci non è il benvenuto. L’Umbria ha bisogno di diritti, non di patriarcato”. È quanto dichiara in una nota Rifondazione Comunista Umbria, Federazioni di Terni e Perugia, in occasione del Forum in programma oggi a Orvieto con Vannacci, Alemanno e rappresentanti della destra sovranista europea.
Secondo Rifondazione Comunista Umbria, nel programma di Futuro Nazionale emergerebbero proposte che rappresentano “un ritorno al passato”, tra cui l’abolizione del reato di femminicidio e della legge Mancino, la cancellazione delle unioni civili e restrizioni all’accesso all’IVG. Il partito cita inoltre le proposte sulla “remigrazione” e la difesa del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”.
Rifondazione Comunista Umbria richiama anche la posizione di Stefano Valdegamberi, esponente di Futuro Nazionale, che avrebbe chiesto di fermare i progetti della Fondazione Giulia Cecchettin nelle scuole dedicati all’educazione al rispetto e alla prevenzione della violenza di genere.
“Non sono semplici provocazioni – sostiene Rifondazione Comunista Umbria – ma un progetto politico che vuole cancellare diritti e trasformare le differenze in nemici”.
Nel comunicato viene inoltre citato Orlando Masselli, vicario regionale di Futuro Nazionale in Umbria, che avrebbe dichiarato di condividere “per la maggior parte” le idee di Vannacci. “Da settimane gli chiediamo se condivida anche queste proposte”, afferma il PRC, sottolineando la responsabilità politica di Masselli e chiedendo che chiarisca ai cittadini quali idee intenda portare nelle istituzioni.
Rifondazione Comunista segnala quindi l’appuntamento in programma oggi alle 17.30 nella sede del PRC di Perugia, dove si terrà l’attivo provinciale con Marco Fars della Segreteria nazionale.
“Una coincidenza non programmata – afferma il partito – che rende evidente il bivio: a Orvieto patriarcato, esclusione e diritti da cancellare; a Perugia lavoro, uguaglianza, pace, giustizia sociale e nuovi diritti”.
“Fermare Vannacci – conclude Rifondazione Comunista – significa contrastare democraticamente il suo progetto, prima che diventi senso comune e pratica delle istituzioni”. E aggiunge: “L’Umbria non è terreno di conquista per la destra più estrema”.




