Ieri Habiba Manaa, dirigente del Partito Democratico a Roma e collaboratrice nell’ufficio di Gabinetto del Sindaco ha “osato” realizzare un post sui social, contenente foto di Gaza e della Cisgiordania, e recante la scritta “Tutto questo non è iniziato il 7 ottobre”. Contro di lei si è levata una canea di critiche e di attacchi, da Fratelli d’Italia, Partito che rimpiange uno come Almirante che di vero antisemitismo era tenace propugnatore, sono giunte anche richieste di immediate dimissioni della dirigente. Chi la conosce sa bene quanto Habiba Manaa non abbia mai avuto nulla a che vedere con chi propugna violenza e terrorismo. La si incontra, come attivista, nelle piazze in cui si chiede la fine del genocidio, quelle che hanno riempito mezzo mondo. Ma dire una banale verità, ricordando che una data tragica non può cancellare 78 anni di stragi, guerre, devastazioni, occupazioni, esproprio di terre, realizzazione di un regime di apartheid è divenuto indicibile. Questo mentre nel nostro Paese è normale, anzi apprezzato, sentire anche da esponenti delle istituzioni, frasi cariche di suprematismo, colonialismo che denotano una subcultura razzista totalmente sdoganata. Rifondazione Comunista esprime la sua totale solidarietà ad Habiba Manaa, che intanto ha dovuto rimuovere il post incriminato e si augura che l’amministrazione comunale non ceda al vile ricatto. Ma questo è un segnale d’allarme. Se quanto le è accaduto accade già oggi, cosa ci dobbiamo aspettare quando un testo pensato unicamente contro chi osa dissentire dalle criminali politiche israeliane sarà ufficialmente legge? In tante e in tanti disobbediremo e ci autodenunceremo perché l’antisionismo e schierarsi dalla parte degli oppressi non può essere punibile. Lo possiamo affermare con la coerenza di chi ha sempre considerato l’antisemitismo e l’orrore per la shoah e chi ne è stato artefice e complice, come base della propria storia antifascista. Una parola, quest’ultima che per chi oggi si erge a difensore di Israele, è impronunciabile.
Stefano Galieni, Responsabile nazionale immigrazione, Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea




