La sentenza per la strage del Ponte Morandi è giusta e auspico che ora non nasca, come per quella di Viareggio, un comitato contro la carcerazione dell’ex-amministratore delegato.
Rimane l’amarezza per il fatto che gli azionisti – in primis Benetton – invece siano stati premiati dalla politica con l’acquisto per 9 miliardi di euro delle loro azioni invece di vedersi revocata la concessione per gli inadempimenti accertati dall’inchiesta.
Questa vergogna, che ha come primi responsabili gli esponenti del centrodestra che votarono una norma assurda ai tempi del governo Berlusconi e anche l’ignavia degli altri partiti che non hanno voluto sfidare il contenzioso che secondo autorevoli pareri legali poteva essere vinto.
Oggi più che mai va ribadito che la principale causa della strage è stata la scelta bipartisan negli anni ’90 di privatizzare le autostrade italiane a cui solo noi di Rifondazione Comunista ci opponemmo dileggiati dagli opinionisti della grande stampa come ideologici e demodè.
La strage del Ponte Morandi è stata una conseguenza del saccheggio neoliberista. Dal Vajont al Ponte Morandi la storia italiana insegna che il mito del privato è una tragica bufala.
Maurizio Acerbo, segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista




